"Murabba wa Laban" di Lena Merhej presto in francese: ce ne parla la traduttrice Simona Gabrieli

Inserito da Marialaura Romani il 28/09/2015 4:01pm

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logo edition"Murabba wa Laban: keif asbahatu ummy lubnaniyya” dell’artista libanese Lena Merhej si appresta ad essere il primo fumetto tradotto dall’arabo in lingua francese e il progetto è dell’italiana Simona Gabrieli.

Simona, da diversi anni all’estero, è traduttrice e fondatrice, in Francia, della casa editrice “Alifbata”. Il libro “Laban et confiture, ou comment ma mère est devenue libanaise”, la storia della mamma di Lena e delle sue vicende in Libano, uscirà a breve e, nel frattempo, ci siamo fatti raccontare com’è nata l’idea di tradurre questo fumetto.

Prima di tutto: qual è la storia della tua casa editrice? 

La casa editrice nasce da un’esperienza associativa: si tratta di un’associazione nata nel 2012, “Alifbata”,  che lavora nell’ambito dell’intercultura . Abbiamo lavorato molto su aspetti di pedagogia legati al Mediterraneo con lo scopo di offrire una “conoscenza altra” sul mondo arabo e fuori dagli stereotipi, con l’intento di mostrare la complessità del mondo arabo. In questo ambito si colloca anche il progetto editoriale.

Come è nata l’idea di tradurre il fumetto "Murabba wa laban"?

Crediamo che la traduzione sia un ponte per rendere fruibile una produzione letteraria concepita e scritta in arabo. In questo senso lo scopo è quello di creare una collana di fumetti tradotti, pubblicandone almeno due all’anno. Vorremmo dar voce a chi non è ancora ben conosciuto e chi non è fruibile da un pubblico francofono. Il fumetto è interessante perché gioca su due piani: l’aspetto grafico può rappresentare un’apertura che può attirare un lettore non per forza interessato alla letteratura araba. Anche Murabba wa laban si inserisce in quest’ampia riflessione.

Il fumetto di Lena Merhej, "Murabba wa laban", ha una struttura complessa, spesso spezzata. Quali sono state le maggiori difficoltà nella traduzione?

In linea generale una delle difficoltà dell’arabo è quella dei tempi verbali, avendone meno della lingua francese. C’era la necessità di ricreare una coerenza a livello temporale. Un’altra questione è legata al testo stesso, poiché bisognava trasporre la grande semplicità del linguaggio di Lena con i momenti più tragici del fumetto ( ad esempio la Seconda Guerra Mondiale vissuta dalla madre o quella civile libanese).  Abbiamo dunque cercato di far passare tutto questo attraverso un linguaggio fluido e semplice.

Avete deciso di esplicitare gli aspetti culturali presenti nel fumetto, ad esempio il titolo," Murabba wa laban" [n.d.r. tipico piatto libanese]?

Questo è un aspetto che ha richiesto molta riflessione. Per quanto riguarda il titolo, abbiamo deciso di tradurlo come “Laban et confiture, ou comment ma mère et devenue libanaise”, così da sottolineare la dualità culturale, quasi agrodolce, che è presente nella vicenda raccontata. Nella stesura del libro, Lena aveva deciso di lasciare un’ambiguità fino ad una pagina determinata dove poi spiegava cos’è il laban: noi abbiamo cercato di mantenere tutto questo. Stiamo ancora riflettendo rispetto alla necessità di un glossario dove elencare dei fatti storici, dei luoghi importanti per la comprensione del testo e che potrebbero non essere recepibili per un pubblico francofono. Vogliamo evitare le note, ma abbiamo comunque deciso di lasciare alcuni elementi esplicitanti per poter contestualizzare gli eventi.

murabbawalabanfrancaise Quali scelte grafiche hai adottato?

A livello grafico le questioni sono legate alla produzione. Abbiamo conservato il più possibile la grafica araba, ma la traduzione è molto spesso più lunga e questo ha richiesto un lavoro a livello grafico con l’autrice stessa. Avevo voglia che Lena partecipasse alle scelte e lei stessa ha ripreso le vignette e le ha modificate affinché il testo potesse entrarvi. Una riflessione che ci ha arrovellato la testa è stata la punteggiatura. Questo è più un romanzo grafico che un fumetto classico e la narrazione è complementare alle immagini e ai dialoghi. Abbiamo allora fatto una distinzione tra la storia narrata e i dialoghi: il testo è stato trattato come un romanzo e abbiamo privilegiato le virgole. A livello grafico, inoltre, abbiamo distinto i piani, anche a livello tipografico tra la narrazione e i dialoghi.

Che risposta ti aspetti dal pubblico francese?

Questa sarà una vera e propria scoperta, un’avventura. Di fumetti di autori arabi ce ne sono, ma scritti prevalentemente in francese. Parlando con i librai ho riscontrato un interesse dei francesi verso la fumettistica araba. La particolarità di questo progetto è che traduciamo direttamente dall’arabo. In passato, la casa editrice Association ha pubblicato “Beirut juillet-aut 2006” dell’autore libanese Mazen Kerbaj di cui lui stesso ha curato la traduzione del fumetto. Non è mai
stata fatta una traduzione dall’arabo e per questo la risposta che avremo è un’incognita: vedremo come risponderanno i francesi a questa pubblicazione.

 

Simona Gabrieli ha coordinato il progetto "Mare Nostrum, les aventures de Juha" che ha seguito i ragazzi di quattro diversi paesi del Mediterraneo nel loro viaggio alla scoperta delle storie di Juha. Nel libro "Le nuove avventure di Giufà nel Mediterraneo" sono state raccolte le storie e le illustrazioni dei ragazzi che hanno partecipato al progetto.