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18 gennaio 2012 ~ 0 Comments

International Prize for Arabic Fiction 2012: annunciata la shortlist

 

JABBOUR DOUAIHY, EZZEDINE CHOUKRI FISHERE, RABEE JABER, NASSER IRAQ, BASHIR MUFTI e HABIB SELMI sono stati annunciati come i sei finalisti dell’International Prize for Arabic Fiction 2012 in conferenza stampa al Cairo l’11 gennaio 2012.
La shortlist di quest’anno include diverse tematiche, che spaziano dall’esilio e la riflessione sull’identità personale alle rivolte sociali e politiche nel presente e nel passato. Tre autori erano già stati selezionati per la shortlist nelle scorse edizioni: Jabbour Douaihy (Pioggia di giugno, 2008), Habib Selmi (Gli odori di Marie-Claire, 2009) e Rabee Jaber (Come fili di seta, 2010), mentre Intensive Care di Ezzedine Choukri Fishere aveva concorso in longlist nel 2009.
La shortlist è stata annunciata da Georges Tarabichi, Presidente di Giuria per il 2012, nella conferenza stampa tenutasi al Cairo presso il prestigioso Dar al-Opera. In questa occasione sono stati resi noti anche i nomi dei giurati: lo scrittore e critico siriano Georges Tarabichi (Presidente); la giornalista e critica letteraria libanese Maudie Bitar; l’accademica egiziana e attivista per i diritti umani Hoda Elsadda; la scrittrice e accademica qatariota Huda al-Naimi e il traduttore e ricercatore spagnolo Gonzalo Fernández Parrilla.
I titoli della shortlist sono stati scelti sui 13 della longlist annunciata lo scorso novembre, e sono:

TITOLO AUTORE NAZIONALITA' EDITORE
Il Vagabondo Jabbour Douaihy Libano Dar al-Nahar
Abbraccio a Brooklyn Bridge Ezzedine Choukri Fishere Egitto Dar al-Ain
Il druso di Belgrado Rabee Jaber Libano    al-Markaz al-Thaqafi al-Arabi
Il disoccupato Nasser Iraq Egitto al-Dar al-Masriya al-Lubnaniya
Bambola di fuoco Bashir Mufti Algeria al-Ikhtilef
Le donne di al-Basatin Habib Selmi Tunisia   Dar al-Adab

Georges Tarabichi ha commentato: “In questi romanzi gli autori mostrano uno stile innovativo nel rappresentare la varietà sociale e storica del mondo arabo, e descrivendo la concentrazione di tirannia e corruzione che affligge gran parte di questo mondo, hanno saputo prevedere il sorgere dei movimenti popolari”.
Il 2012 segna il quinto anniversario dell’International Prize for Arabic Fiction, che da subito si è affermato come uno dei più importanti eventi culturali del mondo arabo, riconosciuto per la sua indipendenza, trasparenza e integrità
Annunciando la longlist del 2012, Georges Tarabichi ha inoltre commentato che il Premio, al suo quinto anno, ”ha luogo in circostanze eccezionali, in molti Paesi arabi sono in corso rivoluzioni contro i regimi dispotici che le avevano assoggettate per lunghe decadi. E molti dei romanzi in gara offrono un ritratto della soffocante situazione generale prima delle rivoluzioni”. Il Premio è fiero di dare riconoscimento al meglio della narrativa araba e più di ogni altro premio in Medio Oriente, di far conoscere le voci arabe contemporanee al pubblico internazionale attraverso la traduzione, specialmente in questo momento di grande cambiamento per il mondo arabo.
Jonathan Taylor, Presidente del Consiglio di Amministrazione, commenta: “Il quinto anniversario dell’IPAF è il momento migliore per notare con orgoglio come il premio tramite la traduzione stia permettendo a un pubblico internazionale di condividere e apprezzare il meglio della narrativa araba in un momento storico cruciale”.
Salwa Mikdadi, Responsabile del Programmma culturale e artistico della Emirates Foundation, aggiunge: “La Emirates Foundation è orgogliosa di aver sostenuto il premio fin dall’inizio. In breve tempo il Premio ha raccolto il consenso regionale e internazionale ed è diventato una fonte d’ispirazione per i giovani scrittori arabi”.
L’International Prize for Arabic Fiction viene assegnato per la prosa in arabo e ciascuno dei sei finalisti riceve 10000 dollari, con un aggiunta di 50000 dollari per il vincitore. Il Premio è stato inaugurato in Abu Dhabi, UAE, nell’aprile del 2007, è stato fondato dalla Emirates Foundation for Philanthropy ed è sostenuto della Booker Prize Foundation.
Il vincitore del 2012 sarà annunciato alla cerimonia di premiazione che si terrà ad Abu Dhabi giovedì 27 marzo 2012, durante la serata dell’Abu Dhabi International Book Fair. È garantita inoltre la traduzione inglese dell’opera vincitrice.
Per ulteriori informazioni sul Premio, visitate il sito www.arabicfiction.org  o seguite la pagina Facebook
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LA SHORTLIST DEL 2012
Jabbour Douaihy

Jabbour Douaihy è nato a Zgharta, nel Libano settentrionale, nel 1949. Ha conseguito un dottorato in letterature comparate alla Sorbona ed è professore di letteratura francese all’Università Libanese. Ha pubblicato sette opere di narrativa tra romanzi, racconti e libri per bambini. Il suo romanzo Pioggia di giugno è stato finalista nel 2008, ed è pubblicato in Italia da Feltrinelli.
Il vagabondo
Sharid al-Manazil (Il vagabondo) offre un ritratto realistico e coinvolgente della Guerra civile libanese attraverso gli occhi di un giovane che si trova sradicato a causa del conflitto. L’eroe rappresenta la crisi dell’individuo libanese al quale viene imposta una realtà settaria. Lo seguiamo in cerca di un’appartenenza, scontrandosi con una realtà a lui inedita e in conflitto con una società che lo considera un emarginato.

Ezzedine Choukri Fishere
Ezzedine Choukri Fishere è uno scrittore e diplomatico egiziano. Nato in Kuwait nel 1966, è cresciuto in Egitto dove si è laureato all’Università del Cairo nel 1987 con un BA in scienze politiche. Ha frequentato diverse università in Francia e Canada e ha ottenuto un diploma internazionale in amministrazione dalla National School of Administration, Parigi (1990-92). Ha poi conseguito un master in relazioni internazionali all’università di Ottawa (1992-95) e un dottorato in Scienze Politiche alla Montreal University (1993-98). Attualmente insegna scienze politiche all'American University al Cairo, ma tiene lezioni anche in altre università. Scrive di politica per diversi giornali arabi, inglesi e francesi.
Abbraccio a Brooklyn Bridge
'Inaq 'inda gisr Brukin (Abbraccio a Brooklyn Bridge) è un romanzo sulle diverse forme e aspetti dell’alienazione: l’eroe è un uomo senza radici; la sua seconda moglie, divisa tra le ambizioni personali e i disperati sforzi di dare al marito l’impressione di appartenere al suo mondo; il figlio, con cui non ha più rapporti; la nipote, incerta sulla sua appartenenza, e l’amico egiziano, che scopre che né il figlio né la moglie appartengono al suo mondo. Tutti questi personaggi sono legati al protagonista , che invitandoli al compleanno della nipote dovrà comunicare loro alcune tristi notizie.
Rabee Jaber

Lo scrittore e giornalista libanese Rabee Jaber  è nato a Beirut nel 1972. A partire dal 2001 è stato redattore di Afaq, il supplemento culturale di al-Hayat. Il suo primo romanzo, Signore delle tenebre, ha  vinto il Critics’ Choice Prize nel 1992. Ha scritto finora 16 romanzi, tra cui Tè nero; L’ultima dimora; Yousif al-Inglizi; Il viaggio del Granatino (tradotto in tedesco); Berytus: una città sotterranea (pubblicato in francese da Gallimard nel 2009) e America (tradotto in italiano col titolo Come fili di seta), che ha concorso nella shortlist del Premio nel 2010
Il druso di Belgrado
Duruz Balghrad (il Druso di Belgrado): dopo la Guerra civile del 1860 sul Monte Libano, alcuni combattenti di religione drusa sono forzati all’esilio e viaggiano via mare fino alla fortezza di Belgrado, ai confini dell’Impero Ottomano. In cambio della libertà di un compagno combattente, prendono con sé un cristiano di Beirut, Hana Yaaqub, uno sfortunato venditore di uova che sedeva al porto. Il romanzo segue le loro avventure nei Balcani e i loro sforzi per sopravvivere.

Nasser Iraq
Nasser Iraq si è laureato alla facoltà di Belle arti all’Università del Cairo nel 1984. Ha lavorato come giornalista culturale in Egitto e ha co-fondato il Dubai Al-Thaqafiya magazine di cui è stato responsabile fino al 2004. Ha pubblicato diversi libri tra cui: Storia dell’arte giornalistica in Egitto (2002), che ha vinto la prima edizione del premio Ahmad Bahaa al-Din; I tempi della polvere (2006); Dagli eccessi d’amore (2008); Il verde e il danneggiato (2009) e Il disoccupato (2011). Attualmente lavora come Cultural and Media Co-ordinator per la Foundation of Culture and Science Symposium in Dubai. 
Il disoccupato
al-'Atil (Il disoccupato) racconta la storia di un giovane e colto egiziano, membro di una famiglia della classe media che, come molti altri, per la mancanza di opportunità al Cairo è costretto a cercare lavoro a Dubai. Qui scopre un mondo sorprendente fatto di gente di tutte le nazionalità e si confronterà con i diversi caratteri di amici, compagne e conosceti. E quando si innamora di una ragazza egiziana si ritroverà imprigionato per l’omicidio di una prostituta russa…
Bashir Mufti

Bashir Mufti è uno scrittore e giornalista nato ad Algeri. Ha pubblicato diversi racconti e romanzi, tra cui Arcipelago di mosche (2000); Testimone di tenebre (2002); Profumo del miraggio (2005); Gli alberi della resurrezione (2007) e Mappe di passioni notturne (2009). Alcuni sue opere sono state tradotte in francese. Scrive spesso per giornali arabi e lavora alla televisione algerina come assistente di produzione per il programma culturale Maqamat.
Bambola di fuoco
Dimmat al-Nar (Bambola di fuoco) è la storia di un incontro tra lo scrittore Bashir Mufti e il misterioso personaggio di Rada Shawish, che consegna a Mufti il manoscritto della sua autobiografia. Shawish ha sempre cercato nella vita di non diventare come suo padre, che lavorava in una cellula segreta negli anni settenata e negli anni ottanta si tolse la vita. Tuttavia, le circostanze lo portano a seguire le orme del padre e si troverà a guidare egli stesso un gruppo segreto.
Habib Selmi

Habib Selmi è nato ad al-’Ala, Tunisia, nel 1951. Ha pubblicato quattro romanzi e una raccolta di racconti, alcuni dei quali tradotti in inglese, norvegese, ebraico e francese. Il suo primo romanzo, Il monte della capra è stato pubblicato in francese nel 1999. Gli amanti di Bayya è stato pubblicato in francese nel 2003, alcuni suoi estratti sono stati tradotti in inglese per Banipal 18. Ha inoltre scritto Ritratto di un beduino morto (1990); Il labirinto di sabbia (1994); Tiepide grotte (1999); I segreti di Abdallah (2004). Selmi vive a Parigi dal 1985. Il suo romanzo Gli odori di Marie-Claire ha concorso nella shortlist del Premio nel 2009 e la traduzione italiana è prevista per i tipo di Mesogea.
Le donne di al-Basatin
Nisa' al-Basatin (Le donne di al-Basatin) è un intimo ritratto della vita quotidiana di una famiglia di modeste condizioni che vive nel quartiere al-Basatin di Tunisi. Attraverso le storie di questo piccolo ambiente matriarcale osserviamo le contraddizioni della società tunisina. Selmi ci racconta un mondo in bilico tra tradizione religiosa e una modernità in fermento.

Fonti : www.arabicfiction.org

articolo tradotto da Giacomo Longhi

 


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05 dicembre 2011 ~ 0 Comments

L’Arab Booker egiziano: nessuna rivoluzione in longlist

 

Sayyid Mahmoud – al-Akhbar

Il Cairo – Ben quattro romanzi egiziani sono stati selezionati per la longlist dell’Arab Booker 2012! Un ottimo segnale per il pubblico affezionato alla narrativa egiziana degli ultimi anni. Delle quattro edizioni dell’Arab Booker l’Egitto si è aggiudicato il premio due volte di fila, il primo e il secondo anno (Baha Taher con Sunset Oasis e Youssef Ziedan con Azazel).

Con i romanzi della longlist 2012 (Abbraccio a Brooklyn Bridge di ‘Izzedin Shukri, Nabateo, lo scriba di Youssef Ziedan, Il disoccupato di Nasr Iraq e Creature notturne della tristezza di Muhammad al-Ref‘ai) continua anche la partita tra le case editrici: “Dar al-Shuruq”, “Dar al-Misriyya al-Lubnaniyya”, “Merit” e “al-‘Ayn”. Le prime due sono fortemente influenzate dal panorama mediatico, Merit e al-‘Ayn invece scommettono sui nuovi talenti. Una scommessa che si è rivelata vincente se gli scrittori di Merit e al-‘Ayn sono arrivati alle finali del Premio.

Tuttavia non spicca nessuna sorpresa tra i candidati egiziani di quest’anno. Youssef Ziedan, in longlist quest’anno con Nabateo, lo scriba, era stato il vincitore della seconda edizione, a cui aveva partecipato in longlist anche ‘Izzedin Shukri, l’autore di Abbraccio a Brooklyn Bridge, col romanzo Intensive Care.

L’editore del romanzo Il disoccupato (Dar al-Misriyya al-Lubnaniyya) del giornalista Nasr Iraq, che condanna le forme del dispotismo politico, era invece convinto che nella longlist 2012 sarebbe entrato Crisalidi (’Ajnat al-farasha) di Muhammad Salmawi. E mentre Il disoccupato entrava nella longlist tra lo stupore e la felicità del suo autore, Fatima al-Budi di Dar al-‘Ayn sperava che Tre arance mamelucche di Hajjaj Udawwal fosse tra i romanzi selezionati. Ma forse la vera sorpresa, secondo al-Sa‘id al-Masri, è stata la presenza del critico e drammaturgo Muhammad al-Ref‘ai con il suo primo romanzo Creature notturne della tristezza.

È stato spinto in longlist anche Nabateo, lo scriba di Youssef Ziedan con l’intento di promuovere il romanzo. Sebbene sia giunto alla sesta ristampa non ha riscosso lo stesso successo di Azazel, il romanzo che vincendo l’Arab Booker ha rilanciato sul mercato gli altri libri del suo autore, tanto da raggiungere vendite mai viste sul mercato egiziano. Anche ‘Izzedin Shukri è stato piacevolmente sorpreso della sua entrata in longlist con Abbraccio a Brooklyn Bridge. Shukri si era appena dimesso dalla carica di segretario generale dell’Alto Consiglio della Cultura per dedicarsi a tempo pieno alla letteratura. La nomina in longlist ha dunque confermato positivamente le sue dimissioni e ha incrementato le vendite del libro, che affronta la questione dell’identità, fino a meritargli il titolo di best-seller. Una svolta nella carriera di ‘Izzedin Shukri, ormai al quinto romanzo dopo L’omicidio di Fakhr al-Din (1995), I viaggi faraonici (1999), Intensive Care (2008) e Abu Omar al-Masri (2010).

Negli anni passati la longlist al contrario non aveva incoraggiato la produzione degli autori egiziani, forse perché mancavano valide proposte da parte degli editori.

Alcuni osservatori hanno notato che a causa della rivoluzione le case editrici egiziane non hanno pubblicato opere veramente in grado di gareggiare, ma con l’avvicinarsi del Premio sono state costrette a migliorare il livello dei romanzi. Insomma, molte delle case editrici che partecipano al Premio non sempre sono di qualità, ma scommettono piuttosto su opere commerciali e addirittura la Rivoluzione del 25 Gennaio per alcune di loro è valsa come scusa per sfornare instant book di poco valore. Un campo di battaglia che in realtà vede in gioco anche i candidati della longlist dell’Arab Booker.

traduzione di Giacomo Longhi


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30 novembre 2011 ~ 0 Comments

INTERNATIONAL PRIZE FOR ARABIC FICTION 2012 LONGLIST

 

Il 10 novembre 2011 è stata annunciata la longlist dei 13 romanzi candidati all’International Prize for Arabic Fiction 2012, stilata su 101 romanzi pubblicati lungo l’ultimo anno e provenienti da 15 Paesi.

Egitto e Libano gareggiano con quattro autori, mentre Siria, Algeria, Iraq, Tunisia e Giordania sono rappresentati ciascuno da un candidato. Tra le tematiche affrontate ricorrono la guerra libanese, la ricerca e la riscoperta dell’identità e delle proprie radici, il sentimento di emarginazione di chi ha perso i propri cari nell’infanzia.

Youssef Ziedan, già vincitore dell’Arab Booker 2009 con Azazel (2009, Neri Pozza 2010), è ricandidato quest’anno con il romanzo Nabateo, lo scriba (appena tradotto per Neri Pozza). Oltre a Ziedan, hanno già partecipato all’Arab Booker Jabbour Douaihy con Pioggia di giugno (2008, Feltrinelli 2010), Habib Selmi con Gli odori di Marie Claire (2009, in uscita nel 2012 per Mesogea) e Rabee Jaber con Come fili di seta (2010, Feltrinelli 2011). Ezzedine Choukri Fishere era stato candidato nella longlist del 2009 per Intensive Care.

Giunto alla sua quinta edizione, l’Arab Booker è diventato uno dei maggiori eventi culturali nel mondo arabo. “La quinta edizione del Premio – ha commentato il Presidente della giuria 2012 –ha luogo in circostanze eccezionali. In molti Paesi arabi sono in corso rivoluzioni contro i regimi dispotici che li avevano soggiogati per decenni. Forse è azzardato dire che i romanzi candidati al premio del 2012 hanno profetizzato la Primavera Araba, ma sicuramente hanno saputo cogliere e descrivere l’atmosfera generale che l’ha preceduta. Conducono il lettore nei meandri della polizia segreta, ritraggono la sete di libertà di molti ma anche l’opportunismo di chi collabora col regime.”

Nei cinque anni passati il Premio ha anche promosso la traduzione inglese dei vincitori: Baha Taher (2008), Youssef Ziedan (2009), Abdo Khal (2010), Mohammed Achaari e Raja Alem (2011). Oltre ai titoli vincitori, un consistente numero di romanzi della shortlist e della longlist è stato tradotto in Sud America, Europa e Asia. In italiano – oltre a Youssef Ziedan, Jabbour Douaihy e Rabee Jaber –sono stati tradotti il siriano Khaled Khalifa (L’elogio dell’odio, Bompiani 2011), la libica Razan Moghrabi (Le donne del vento arabo, Newton&Compton 2011), Mansoura Ez Eldin (Oltre il paradiso, Piemme 2011) e Alawiya Sobh (Il suo nome è passione, Mondadori 2011).

Jonathan Taylor, Presidente del consiglio amministrativo, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dei risultati che il Premio ha ottenuto in questi cinque anni. Sono stati riconosciuti e premiati i migliori romanzi della letteratura araba contemporanea e ne è stata incoraggiata la traduzione. Ci riempie di felicità vedere come il Premio abbia incoraggiato il genere narrativo all’interno della letteratura araba.”

Salwa Mikdadi, responsabile del programma culturale della Emirates Foundation, ha aggiunto: “Il Premio continua a promuovere l’interesse per la letteratura araba a livello regionale e internazionale. Si sono moltiplicate le edizioni e le traduzioni all’estero avvengono in più di dodici lingue. La Fondazione è fiera di sostenere il Premio nella sua quinta edizione”.

Il prossimo 7 dicembre sarà comunicata la shortlist durante la fiera del libro arabo a Beirut, mentre il vincitore dell’Arab Booker 2012 sarà annunciato alla cerimonia di premiazione di Abu Dhabi il 27 marzo 2012, alla vigilia dell’International Abu Dhabi Book Fair.

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Vai alla longlist completa

 

I vincitori delle scorse edizioni:

2011, L’arco e la farfalla di Mohammed Achaari (Marocco) e Il collare della colomba di Raja Alem (Arabia Saudita, prossima uscita per Marsilio)

2010, Spewing Sparks as Big as Castles (Tarmi bi-sharar) di Abdo Khal (Arabia Saudita)

2009, Azazel di Youssef Ziedan (Egitto)

2008, Sunset Oasis (Wahat al-ghurub) di Baha Taher (Egitto)

Il Premio sostiene anche Nadwa, un workshop annuale di scrittura per gli autori arabi emergenti. Nel 2009, quando il progetto ha avuto inizio, hanno partecipato otto autori i cui lavori sono stati pubblicati in doppia edizione araba e inglese per Dar Al Saqi Books (Emerging Arab Voices: Nadwa1) presentata il 27 ottobre 2010 alla Sharjah International Book Fair  e nel gennaio 2011 in Regno Unito. Altre due edizioni del workshop hanno avuto luogo ad Abu Dhabi nel 2010 e 2011 durante il mese di ottobre. Nadwa si svolge sotto il patronato di Sua Altezza Sheikh Hamdan bin Zayed Al-Nahyan.

Per saperne di più

a cura di Giacomo Longhi


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13 ottobre 2011 ~ 0 Comments

RIVOLUZIONI DI CARTA

Rivoluzioni di carta

Elisabetta Bartuli

Se è vero che le rivoluzioni arabe di questo 2011, esattamente come tutte le rivoluzioni, sono scoppiate da un giorno all’altro, è altrettanto vero che non sono nate dal nulla. Certo non le avevano messe in conto quanti, per oltre un decennio, si sono limitati a guardare all’intera regione attraverso l’unico prisma dell’islamismo radicale e, di conseguenza, ne avevano estrapolato l’unica visione possibile, quella di un mondo stagnante, accartocciato su se stesso, storicamente se non geneticamente refrattario alla modernità e alla democrazia. Di sicuro, però, studiosi di altre discipline proponevano, anche loro da più di un decennio, scenari diametralmente opposti. Ai demografi  in primis e, come ovvio strascico, a chi osservava i movimenti e i cambiamenti di ambito culturale [2], il mondo arabo appariva frustratamente effervescente, naturalmente proteso verso l’universalità, dolorosamente in linea con i tempi moderni e i diritti/doveri che ne dovrebbero risultare.

Nei recenti avvenimenti, in particolare, hanno trovato una conferma alle loro aspettative gli studiosi di letteratura, vuoi perché la narrativa, su cui si concentrano, non è esposta alla luce dei poco generosi riflettori dell’attualità più spiccia o, molto più probabilmente, proprio in virtù della marginalità della materia. Sta di fatto che da un’analisi anche solo quantitativa della recente produzione letteraria araba si evinceva con chiarezza che la realtà aveva travalicato gli stereotipi più correnti. A dimostrazione che la dissidenza politica era un fatto diffuso, per esempio, bastava guardare all’ampio “filone”, ormai “canonico”, che va sotto il nome di “letteratura di prigionia” e che tratta della detenzione di molti intellettuali arabi – musulmani, cristiani o laici, senza distinzione – che hanno trascorso mesi e a volte anni tra le quattro pareti di una cella a causa di una esplicita opposizione alle politiche dei governi in carica quando non per una semplice affiliazione ai partiti d’opposizione. E per rendersi conto di quanto fosse obsoleta l’affermazione che le donne arabe non hanno voce, bastava guardare a come in pochi anni (1995-2000) la produzione di narrativa a firma femminile fosse passata da un risicato 10-15% sul totale del pubblicato a un gagliardo 50%. Nel corso degli anni, inoltre, la letteratura aveva minato alle radici anche un’altra radicata certezza, quella che voleva la società araba irrimediabilmente scissa tra un’elite abbiente e occidentalizzata e un popolino incolto e tradizionalista. Le biografie delle ultime generazioni di scrittori, invece, parlavano di una cospicua fetta di popolazione formata da giovani istruiti e proletari, difficilmente catalogabili in una bassa borghesia ma pronti ad assumerne il ruolo propulsivo.

L’Egitto, nella sua veste di paese più popoloso dell’aerea [3] e di tradizionale motore dell’industria culturale araba, ben si presta a esemplificare le tappe di un percorso forse non appariscente ma sicuramente lineare. I dati biblioeconomici egiziani dell’ultimo cinquantennio raccontano con chiarezza che, sebbene la narrativa abbia goduto di buona salute – si è passati dai 100-150 titoli/anno delle decadi Sessanta e Settanta ai 500-600 titoli/anno della decade Novanta – il 75% dei romanzi ha continuato a essere pubblicato dall’editoria di stato o in proprio dagli autori, mentre buona parte del restante 25% da grossi gruppi editoriali parastatali della carta stampata. Il che significa che il controllo governativo non ha mai smesso di dettare le sue condizioni, diventate via via sempre più opache, burocraticamente mostruose e clienteliste. E, soprattutto, eminentemente censorie, specialmente dopo il 1977, quando viene soppresso l’istituto della censura preventiva sulle pubblicazioni, sostituito peraltro da quello della hisba, ossia della possibilità di denunciare scritti in commercio che si ritengano lesivi della religione o della morale, pubblica o privata, un’operazione su cui campano numerosi avvocati perlopiù di fede politica islamista.

La svolta avviene negli anni Novanta e la più palpabile inversione di rotta si deve a Hosni Soliman, titolare della Dar al-Sharqiyat, fondata nel 1991 e tuttora in attività. Oltre a puntare su una veste grafica più professionale e curata, Sharqiyat si scava una sua nicchia di mercato presentandosi come casa editrice specializzata nel dare spazio ad autori emergenti. È qui che pubblicano, talvolta partecipando alle spese di stampa, gli scrittori, all’epoca trentenni, denominati “generazione degli anni Novanta”. Ed è sempre qui, nell’appartamento di Bab al-Luq in cui la casa editrice ha la sua sede (a metà strada tra piazza Tahrir e piazza Ta‘lat Harb), che gli autori trovano uno spazio fisico in cui incontrarsi in una sorta di comunità alternativa al potere culturale costituito. Sharqiyat farà scuola. Nel 1998 vedrà la luce un’altra casa editrice con le medesime caratteristiche e maggiore coinvolgimento politico, la Dar al-Merit, guidata da Mohammed Hashem, seguita qualche anno più tardi, tra le altre, dalla Dar al-Malamih di Mohammed Sharkawy, che si dedica alla pubblicazione di autori poco più che ventenni, politicamente agguerriti e creativamente eclettici (qui prende piede la prima graphic novel egiziana).

Il fiorire delle case editrici cammina di pari passo con il diffondersi di quello che ben presto diventa il secondo cardine che regge il cambiamento: l’apertura di librerie private che autonomamente programmano presentazioni di libri e incontri con l’autore, diventando a loro volta luoghi di aggregazione che creano comunità e permettono agli scrittori di incontrare i lettori senza doversi piegare ai dettami governativi che controllano la scena letteraria. La prima a presentarsi sul mercato – e, all’epoca, sembra quasi fantascienza – è la Diwan, nell’isola di Zamelek, storico quartiere residenziale nel centro del Cairo, ma nel giro di pochi anni seguiranno, tra le altre, Kutub Khan e Alef, ognuna con un numero di filiali in crescita esponenziale.

In piazza Tahrir, a gennaio di quest’anno, non c’erano ovviamente solo gli editori, gli scrittori e i librai di cui abbiamo fin qui parlato, in realtà solo poche centinaia di persone in una città che sfiora i venti milioni di abitanti. Però in piazza Tahrir c’erano le centinaia di migliaia di individui di cui, negli anni, editori, scrittori e librai avevano captato e veicolato i reconditi pensieri, le segrete velleità, i nascosti turbamenti, le pressanti richieste. Migliaia di individui che, adesso, individualmente o come comunità, stanno riprendendo in mano il proprio presente per costruire un futuro da condividere. Anche all’interno delle grandi istituzioni culturali governative.

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[1] Cfr a titolo di esempio: Philippe Fargues, Generations Arabes, Fayyard 2000; Youssef Courbage e Emmanuel Todd, Le rendez-vous des civilisations, Seuil 2007 (traduzione italiana : L’incontro delle civiltà, Marco Tropea 2009) e Emmanuel Todd, Allah n’y est pour rien!, arretsurimages.net 2011.

[2] Cfr a titolo di esempio, sull’Egitto: Samia Mahrez, Egypt’s Culture Wars, Routledge 2008; Richard Jacquemond, Entre scribes et écrivains, Actes Sud 2003 ; e su altre realtà del mondo arabo: Nicolas Puig e Franck Mermier, Itinéraires esthétiques et scènes culturelles au proche-orient, Ifpo 2007, Miriam Cook, Dissident Syria, Duke University Press 2007; The Lebanese Association of Women Researchers, Cultural Practices of Arab Youth, Bahithat Volume XIV 2009-2010.

[3] 76.853.000 abitanti nel 2007.

Si ringrazia Elisabetta Bartuli per la gentile concessione

E'  possibile leggere il dossier : La primavera dell'editoria egiziana sul numero di agosto della rivista Resetdoc

Compongono il dossier i seguenti articoli :

Il successo di una donna Elisa Pierandrei intervista Fatma El Boudy, editrice di Al Ain

Tradurre per intravedere il mondo Elisa Pierandrei intervista Hala Salah El-din Hussein

Dar Merit, la nuova Mecca degli intellettuali Elisa Pierandrei

Giornali in rivoluzione Un'intervista di Elisa Pierandrei


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20 giugno 2011 ~ 0 Comments

Il mondo arabo raccontato dai suoi scrittori

 
L'edizione 2011 del Candiani Summer Fest dedica la manifestazione al "vento nuovo di libertà" che sta squotendo la riva sud del mediterraneo. 
 

Il mondo arabo raccontato dai suoi scrittori

di Elisabetta Bartuli
Nel corso dell'ultima decina d'anni, molti scrittori arabi invitati a convegni, fiere e festival italiani sono stati intervistati da alcuni dei nostri migliori giornalisti culturali. I filmati, spesso di ottima fattura, giacciono su YouTube e negli archivi dei vari programmi televisivi.
In una sorta di visita guidata, nel corso dell'incontro verranno riproposti gli spezzoni migliori permettendo così, anche a chi è digiuno di belle lettere arabe, di incontrare di persona gli autori e le autrici più noti del mondo arabo.
 
 
Hoda Barakat (Rai News 24) Salone Torino 2009
 
 
Hoda Barakat e Elias Khuri  (Rai News 24) 2002, Mantova

 
Salwa al-Neimi (Rai News 24)
 
Nasr Hamid Abu Zayd (Rai News 24)
 
Amin Maalouf (Rai News 24) Mantova
 
 
Adonis (Rai News 24) Udine 2008
 
Adonis (Rai News 24) Torino 2005
 
Suad Amiry (Rai News 24) 2005, Mantova
 
 
Mahmud Darwish (Rai News 24) 2005, Mantova
 
Fatima Mernissi (Rai News 24) 2001, Mantova
 
Fatima Mernissi (Rai News 24) 2004, Bologna
 
Edward Said (Rai News 24) 2001, Mantova
 
Najwa Barakat (Speciale fiera torino 2009)
 
‘Ala’ al-Aswani (Salone Torino 2011)
(Caridi in italiano – Aswani in inglese)
(incontro salone 2011 – troppo lungo)
 
 
 
 

 

Khaled al-Khamissi (telegiornale
 

 

 
 

 I LIBRI DI CUI SI PARLA

 

Ghada ABDEL AAL (Egitto) – CHE IL VELO SIA DA SPOSA! – trad. Barbara Teresi – Epoché 2009

Ala’ AL-ASWANI (Egitto) – SE NON FOSSI EGIZIANO – trad. Claudia La Barbera – Feltrinelli 2009

 

Salwa al-NA‘IMI (Siria) – LA PROVA DEL MIELE – trad. Francesca Prevedello – Feltrinelli 2008

Khaled al-KAMISSI (Egitto) – TAXI – trad. Ernesto Pagano – Sirente 2008

 

Hoda BARAKAT (Libano) – L’UOMO CHE ARAVA LE ACQUE – trad. Samuela Pagani – Tea 2007

Najwa BARAKAT (Libano) – YA SALAM! – trad. Stefania Lo Sardo – Epoché 2007

Elias KHURI (Libano) – FACCE BIANCHE – trad.  Elisabetta Bartuli – Einaudi 2007

Mahmud DARWISH (Palestina) – OLTRE L’ULTIMO CIELO. La Palestina come metafora . Interviste – Epoché 2007

 

Hoda BARAKAT (Libano) – LETTERA DA UNA STRANIERA – trad. Samuela Pagani – Ponte alle Grazie 2006

‘Ala’ AL-ASWANI (Egitto) – PALAZZO YACOUBIAN – trad. Bianca Longhi – Feltrinelli 2006

AAVV  (Egitto) – FIGLI DEL NILO. Undici scrittori egiziani si raccontano – Francesca Prevedello – Mesogea 2006

 

Sonallah IBRAHIM (Egitto) – WARDA – trad. Patrizia Zanelli – Ilisso 2005

 

Elias KHURI (Libano) – LA PORTA DEL SOLE – trad. Elisabetta Bartuli – Einaudi 2004

AA.VV. – SOLE NERO. Gli anni di piombo del Marocco – cura Elisabetta Bartuli – Mesogea 2004

Fatima Mernissi (Marocco) – KARAWAN, dal deserto al web – Giunti 2004

 

Mahmud DARWISH  (Palestina) – UNA MEMORIA PER L’OBLIO – trad. Luigina Girolamo/Elisabetta Bartuli –  Jouvence 1997


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06 maggio 2011 ~ 0 Comments

Salone Internazionale del Libro di Torino : Palestina, special guest

Il 12 maggio, prenderà l'avvio una delle più grandi manifestazioni letterarie organizzate in Italia: il Salone Internazionale del Libro di Torino.

In un evento che si svolgerà da giovedì 12 a lunedì 16 maggio, la città del Lingotto offrirà una serie di incontri su vari temi. In particolare, special guest di quest'anno è la Palestina, raccontata dai grandi autori che da anni parlano di questa terra, della sua esistenza e resistenza, secondo un percorso che attraverso la speranza di un popolo racconta le condizioni della gente. Di seguito abbiamo raccolto tutti gli incontri con gli autori arabi presenti al Salone.

Per conoscere la letteratura palestinese tradotta in italiano alleghiamo la bibliografia messa punto dalla prof.ssa Bartuli 

La pagina è in continuo aggiornamento.


Focus Palestina

12.05.2011

17.30 h

Scrittori della Palestina Incontro con Mohammad Ali Taha

Sala Blu 

Focus Palestina

13.05.2011
14.00 h

Scrittori della Palestina Incontro con Salman Natour

 

Sala Blu

Lingua Madre

13.05.2011

18.00 h

Dal Libano : Hanan al-Shayk

Hanan Al-Shaykh (in arabo: حنان شيخ; Beirut, 12 novembre 1945) è una delle più importanti ed impegnate scrittrici arabe contemporanee.
 Autrice di numerosi racconti, opere teatrali e romanzi, si è fatta conoscere ed apprezzare all’estero specialmente grazie al suo ultimo romanzo La sposa ribelle, Piemme, 2010.
 
TRADOTTI IN ITALIANO
 
Donne nel deserto, Jouvence, 1994 [titolo orig.: مسك الغزال]
 
 
La sposa ribelle, Piemme, 2010 [titolo orig.:حكايتي شرح يطول]
 
 
Mio signore, mio carnefice, Piemme, 2010 [titolo orig.: حكاية زهرة]
 ISBN 978-88-566-0516-7

Lingua Madre

Focus Palestina

14.05.2011
12.00 h

Il futuro della PalestinaConferenza

 

Sala Blu

 

Lingua Madre

14.05.2011
13.30 h

Dalla Siria : Khaled Khalifa

L'ultimo suo romanzo è stato selezionato per il Booker Prize nel 2008 :

Madih al-karahiyya, (L'elogio dell'odio)

 

 

 

 

 

Dafatir al-qurbat (Quaderni di gitani)

Lingua Madre

Focus Palestina

14.05.2011
15.00 h

Scrittori della Palestina Incontro con Mourid Barghouti

Mourid Barghouti o Barghuti (Arabo: مريد البرغوثي‎, Murīd al-Barghūti) (nato l'8 luglio 1944,  a Deir Ghassana vicino Ramallah nella  West Bank) è poeta e scrittore palestinese

Tradotto in più di undici lingue, in italiano è stato pubblicato il suo romanzo autobiografico: M. al-Barghuthi (traduzione M. Ruocco, postfazione M. Ruocco) Ho visto Ramallah, Ilisso, 2005  ISBN:88-89188-31-6

 

Il suo ultimo romanzo, considerato il seguito di Ho visto Ramallah, è stato pubblcato in arabo a Beirut

Wulittu hunaka, wulittu huna (Sono nato là, sono nato qua)

Sala Blu

 

Focus Palestina

14.05.2011
17.00 h

Scrittori della Palestina Incontro con Suad Amiry

In arabo è stato tradotto il suo primo libro:

Sharon wa-khamaty (Sharon e mia suocera), dar al-Adab

 

Sala Blu

Focus Palestina

15.05.2011
14.00 h

Scrittori della Palestina Incontro con Susan Abulhawa

Biografia e bibliografia 

Sala Blu

 

L'Incubatore

15.05.2011 

14.00 h

Lo Yemen raccontato dalle scrittrici e dagli scrittori

Suggeriamo questo interessate post sul blog "Letturearabe"  della prof.ssa Guardi

Incubatore

Focus Palestina

15.05.2011
16.00 h

Scrittori della Palestina Incontro con Samih Al Kasim

Samih al-Qasim (arabo: سميح القاسم‎; Zarqa, 11 maggio 1939) è un poeta e giornalista palestinese, il suo nome è associato alla rivoluzione e alla resistenza del popolo palestinese.

Autore prolifico in italiano è stato pubblicato : W. Dahmash, a cura di. Versi in Galilea. Edizioni Q, Roma, 2005. ISBN 9788890076527.

Una delle sue ultime produzioni:

Mukhtarat min shi'r Samih al-Qasim (Antologia di poesie di Samih al-Qasim, 2008

 

Sala Blu

Focus Palestina

15.05.2011
20.00 h

Scrittori della Palestina Incontro con Ali Al Khalili

Sala Blu

 

 Per acquistare i libri in lingua araba citati presentati nell'articolo  contattate : KUTUBIYAT


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13 aprile 2011 ~ 0 Comments

L’autore di Pioggia di giugno a Venezia

In occasione dell'evento Incroci di Civiltà patrocinato dal Comune di Venezia in cui "grandi scrittori del nostro tempo parlano delle loro opere e delle loro culture in conversazione con esperti e lettori"

vi invitiamo all'incontro con Jabbour Douaihy, che si terrà domani 14 aprile alle ore 16 presso lo Spazio Eventi Casinò – Cà Vendramin Calergi

 

Professore di letteratura francese all'Università di Tripoli, JABBOUR DOUAIHY è nato nel 1949 a Zghorta, nel nord del Libano. Tra i protagonisti culturali del suo paese, ha pubblicato una raccolta di racconti e tre romanzi. Lavora come traduttore e critico per L'Orient littéraire. Nel 2008 è stato tra i finalisti del Booker Prize per la letteratura araba con il romanzo Pioggia di giugno, dedicato al ricordo del giornalista Samir Kassir, al fianco del quale ha lavorato dal 1995 al 1998 nella redazione de L’Orient-Express.

Le sue opere in lingua araba

"Elia, il protagonista, nasce nell'estate del 1957, esattamente a nove mesi e una settimana dal massacro che segna l'inizio della guerra tra le due grandi famiglie del suo paese, inerpicato tra i monti nel nord del Libano. La sua nascita suscita dubbi e vergogna sulle sue origini: i suoi genitori non avevano avuto figli in quindici anni di matrimonio e lui nasce dopo la morte del padre, lasciando supporre che la notte precedente al massacro fosse stata quella "fruttuosa". Per proteggerlo, la madre lo spinge a lasciare il paese. Viene mandato prima in una scuola a Beirut, poi a New York dove vivrà vent'anni senza identità e obiettivi chiari, e mentendo per sentirsi al centro dell'attenzione. Ma un giorno qualcosa gli si risveglia dentro, il desiderio di trovare una risposta alle domande che l'hanno sempre perseguitato: chi è mio padre? chi sono io? Douaihy racconta attraverso Elia l'origine della guerra civile libanese e il futuro di un paese violentato da lotte fratricide e dall'ininterrotto giogo delle influenze straniere. Per farlo ricorre a una notevole precisione nell'uso della lingua e, introducendo molteplici punti di vista, restituisce vividamente la vita quotidiana di un paese dove le faide sono all'ordine giorno e illumina aspetti nascosti del conflitto libanese."

 

Sharid al-manazil, Beirut : Dar al-Nahar, 2010

 

 

 

 

 

 

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23 marzo 2011 ~ 0 Comments

L’Arabic Booker Prize assegnato a una saudita e a un marocchino

L'Arabic Booker Prize assegnato a una saudita e a un marocchino

Traduzione di Simona Olivieri

Raja Alem vince con il suo “Tawq al-Hamama” (La Collana della Colomba) riportando il premio in Arabia Saudita per il secondo anno consecutivo.

La scrittrice saudita Raja Alem e lo scrittore marocchino Mohammed Achaari hanno vinto il premio letterario “Arab Booker Prize”, in una cerimonia svoltasi nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi, il 14 marzo. Il romanzo di Raja Alem è intitolato Tawq al-Hamama” (La Collana della Colomba), mentre quello del suo collega marocchino “al-Qaws wa-l-farasha” (L'Arco e la Farfalla).

La giuria ha deciso di assegnare il premio a due romanzi, “evento unico nella storia del premio”. Nel suo romanzo, Raja Alem parla dei mondi segreti che la città santa de La Mecca cela, della corruzione che ha portato gli imprenditori a distruggere lo spirito de La Mecca e la sua profondità storica, oltre che a tracciare le caratteristiche di una città dal volto ripugnante dietro la maschera di santità.

Invece, il romanzo “L'Arco e la Farfalla” di Achaari tratta argomenti come l'estremismo religioso e il terrorismo secondo una prospettiva nuova, rivelando gli effetti del fenomeno sulla regione araba.

Khaled al-Hurub, membro del Comitato dei Garanti, non ha nascosto la sorpresa che la scelta del premio “condiviso” ha suscitato nei circoli culturali arabi, aggiungendo che la giuria "senza rivelare il nome degli autori, ha affermato che entrambi i romanzi sono effettivamente sullo stesso livello per tecnica e creatività”, e ha proseguito dicendo che “il Comitato dopo aver rivisto il regolamento del Booker, non ha trovato nulla che vietasse la divisione del premio tra i due scrittori”. Il Presidente della Giuria, lo scrittore e critico iracheno Fadhil al-Azzawi, ha descritto i due romanzi come affascinanti e innovativi, in grado di discutere in maniera razionale e logica dei problemi riguardanti il Medio Oriente, problemi riemersi recentemente durante le manifestazioni che hanno animato l’intera regione araba.

al-Hurub ha sottolineato che uno dei principali criteri per l'assegnazione del premio è l'originalità dell’opera, a prescindere dalla nazionalità o dal sesso dell'autore, aggiungendo che la giuria ha effettuato la sua scelta sulla base di decisioni libere e definitive: “se la giuria avesse ritenuto opportuno nominare per la short list sei lavori provenienti da un unico paese, avrebbe potuto farlo». al-Hurub, confermando che l'originalità è l'unico parametro per la candidatura dei lavori e la scelta del vincitore, afferma: “l'anno scorso il premio è stato vinto dal romanziere saudita Abdo Khal, e quest'anno da Raja Alem, elemento indicativo che l’attribuzione del premio si decide sulla base della creatività e non sul nome o sulla nazionalità dell’autore”.

al-Hurub ha difeso il ruolo del Comitato per il Premio nella promozione della traduzione dei romanzi vincitori e della shortlist, dicendo: “il Premio non si occupa direttamente delle traduzioni, ma mette in contatto i lavori vincenti con le case editrici in Gran Bretagna, Francia e altri paesi, rivolgendosi a case editrici leader a livello internazionale, a riprova dell'importanza dei romanzi in lizza per il premio”.
La Commissione ha spiegato che la scelta dei vincitori del premio per l'edizione del 2011, è stata fatta tra sei romanzi nominati per la short list, annunciata nella capitale del Qatar, Doha, lo scorso dicembre.

 La Giuria era composta da Fadhil al-Azzawi, nelle vesti di Presidente; con la partecipazione della docente, ricercatrice e critica del Bahrain Munira al-Fadil; della professoressa Camera D'Afflitto, traduttrice e critica italiana; dello scrittore e giornalista giordano Amjad Nasser e di Said Yaktine, scrittore e critico marocchino. Durante la cerimonia, si è svolta la premiazione degli scrittori della short list, alla presenza della Giuria, alla Fondazione degli Emirati per la Filantropia, ente finanziatore del premio, e alla presenza della Fondazione del Premio Booker. Tutti gli scrittori hanno ricevuto 10 mila dollari, mentre al vincitore sono stati assegnati altri 50 mila dollari.



Il Premio Booker è frutto di una collaborazione iniziata nel 2007 tra la Fondazione Booker e la Fondazione degli Emirati, considerata una delle più importanti associazioni di beneficenza degli Emirati Arabi Uniti. Questa, fondata nel 2005, si occupa del patrocinio di iniziative culturali, scientifiche e sociali di vario genere, sia a livello locale che mondiale.


Vale la pena ricordare che fino ad ora cinque sono i romanzi arabi vincitori del premio. Infatti, oltre ai due Tawq al-Hamama” (La Collana della Colomba) al-Qaws wa-l-farasha “ (L'Arco e la Farfalla) vincitori di quest'anno, hanno già vinto il premio altri tre scrittori arabi, due egiziani e un saudita.

 

Nel 2008 ha vinto il romanzo “Wahat al-Ghurub” (Sunset Oasis) dell'autore egiziano Bahaa Taher,  premio vinto poi nel 2009 dal romanzo “Azazel” dell'egiziano Youssef Zeidan, mentre il romanzo “Tarmi bi-Sharar (She Throws Sparks) dello scrittore saudita Abdo Khal si è aggiudicato il premio per l'edizione del 2010.

 

 

 

Per leggere l'articolo nella versione originale:

http://www.aawsat.com/details.asp?section=54&article=612660&issueno=11796

Per ulteriori informazioni :

Due vincitori per l’Arabic Booker Prize 2011

 

 


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15 marzo 2011 ~ 0 Comments

Due vincitori per l’Arabic Booker Prize 2011

Tawq al-Hamama (La Collana della Colomba) dell’autrice saudita Raja Alem e

al-Qaws wa-l-farasha (L’Arco e la Farfalla) del marocchino Mohammed Achaari sono i vincitori dell’edizione 2011 del premio Internazionale per la letteratura araba meglio noto come  “Arabic Booker Prize”.

E’ la prima volta che il premio viene diviso tra due autori ma “si tratta di due meravigliosi romanzi con grandi qualità letterarie” ed entrambi affrontano problemi con cui il Medio Oriente si sta confrontando in questo momento, incluse tematiche “che hanno trovato espressione sugli striscioni sventolati durante le recenti proteste che hanno scosso il mondo arabo” – afferma Fadhil Al-Azzawi, Presidente dei giudici del concorso.

 

Entrambi i romanzi trattano argomenti importanti e vicini alla sensibilità dei lettori. Il primo esplora la “vita segreta” della città santa de La Mecca, dipingendo un mondo di corruzione, crimini e sfruttamento di operai stranieri da parte di una mafia di costruttori edili che vogliono distruggere le zone storiche della città.

Raja Alem è la prima donna a vincere il premio, istituito nel 2007 grazie ai finanziamenti della Fondazione londinese Booker Prize e alla Fondazione degli Emirati Arabi Uniti per la Filantropia, al fine di promuovere nel mondo i migliori autori della letteratura araba contemporanea.

 

Il secondo vincitore, l’ex Ministro della Cultura marocchino Mohammed Achaari, ha invece deciso di raccontare una storia che parla degli effetti del terrorismo ma a differenza dei romanzi che solitamente ne affrontano le ripercussioni soprattutto in Occidente, qui il punto di vista è completamente capovolto. L’autore da voce all’angoscia di una famiglia musulmana che scopre il figlio, partito per Parigi per motivi di studio, morto in un attacco suicida in Afghanistan.

 

I vincitori del concorso divideranno ora il premio di 50.000 dollari e i loro romanzi saranno tradotti in inglese per favorire l’attività di promozione della letteratura araba in tutto il mondo.

Per ulteriori informazioni : 

 

 

www.arabicfiction.org

 

 

 

 

 

Booker Prize:  annunciata la shortlist a Doha

 

International Prize for Arabic Fiction 2011 Longlist


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10 marzo 2011 ~ 1 Comment

Le sbiadite linee rosse della letteratura politica egiziana


Il coraggio di alzare la voce e condannare un sistema corrotto, la volontà di portare avanti una campagna di sensibilizzazione delle masse mettendo in luce le contraddizioni di un governo e di un paese dominati da una figura come quella del Presidente egiziano Hosni Mubarak, sono questi gli argomenti di cui scrittori e giornalisti vogliono parlarci oggi.

Si tratta di un fenomeno degli ultimi anni, uscito dalla clandestinità per approdare in librerie e stand, e che trova le sue radici nella forza di “scrittori coraggiosi che sono disposti a difendere la libertà di parola”, promotori di un generale risveglio delle coscienze politiche.

 

Le sbiadite linee rosse della letteratura politica egiziana

di 

Noha El-Hennawy

traduzione di Simona Olivieri

 

In questi ultimi anni, stand e scaffali di librerie sono stati riempiti da  cinici titoli che portano il nome del Presidente e copertine in versione cartoon che deridono il suo personaggio – uno sviluppo, questo, che attesta l'erosione di un tabù ormai vecchio di decenni.

"Criticare il presidente e suo figlio non è più una red line", afferma Gamal Eid, direttore esecutivo del Arab Network for Human Rights Information (ANHRI).

I titoli che condannano il presidente Hosni Mubarak, anticipando la fine del regime e attaccando la sua famiglia, sono atterrati in tutta sicurezza sugli scaffali delle librerie egiziane negli ultimi cinque anni. In queste versioni particolarmente esplicite, le parole non sono l'unico mezzo di espressione: la grafica è risorta ed è diventata un nuovo strumento di comunicazione.

Alcune copertine ritraggono l'ottantaduenne Presidente in versione caricaturale con un viso flaccido e rugoso, come un re seduto su un trono coperto da ragnatele o ancora come una statua romana piena di crepe.

"Questi libri sono comparsi non perché il governo sia più incline a rispettare la libertà di espressione", aggiunge Eid, "ma perché ora abbiamo scrittori coraggiosi disposti a difendere la libertà di parola".

Abdel Halim Qandil è uno di quegli scrittori promotori di questo fenomeno dei contenuti anti-Mubarak.

"Ho iniziato la campagna contro il presidente nel giugno del 2000 subito dopo esser diventato il redattore capo di al-Arabi", racconta il cinquantaquattrenne giornalista.
"La spinta principale è stata la morte del Presidente siriano e la conseguente ascesa di suo figlio al potere. Il giornale uscì con questo titolo: 'Noi siamo contro la trasformazione delle repubbliche in lasciti ereditari."

Da allora, il giornalista ribelle ha scritto vari articoli contro Mubarak e contro suo figlio sull'organo di stampa del partito nasserista, cercando di creare un'opposizione più ampia e consapevole.


E nel 2004, Qandil è passato dalle parole ai fatti co-fondando, con decine di attivisti, il famoso movimento "Kifaya" che è sceso in piazza gridando: "No alla proroga del mandato di Mubarak! No alla successione ereditaria!"

Per la prima volta, la persona del Presidente era stata apertamente attaccata in uno spazio pubblico.

Nel mezzo di questa mobilitazione senza precedenti, Qandil è stato rapito, picchiato e lasciato nudo in una zona appartata. A quel punto, il giornalista ha accusato apertamente il governo di usare la violenza per tentare di intimidirlo.

"Ho deciso di pubblicare il primo libro contro Mubarak dopo questo incidente", dice Qandil. "Ho capito che se i miei articoli fossero rimasti negli archivi dei giornali, alla fine sarebbero volati via col vento. Ho deciso di [inserirli] all'interno di libri per registrare questa campagna che sarà ricordata come una pietra miliare nella storia della stampa egiziana ".

Alla fine, il suo primo libro è uscito nel 2005, con il titolo  Didd al-Ra'is (Contro il Presidente).

Nello stesso anno, il suo collega Mohamed Taima, giornalista al-Arabi, ha colpito il pubblico con il suo libro “La Repubblinarchia Dinastica di Mubarak”.

"Il titolo è chiaro", dice Taima. "Unisce il sistema repubblicano instaurato dopo la rivoluzione [del 1952], e la monarchia che Gamal Mubarak sta cercando di riportare".

Per tre anni, nel ruolo di giornalista, Taima ha esaminato l'ascesa di Gamal nelle fila del Partito Nazionale Democratico finchè non si è reso conto che i suoi dati erano ormai sufficienti per costituire il contenuto di un libro vero e proprio. Tuttavia, trovare un editore non è stato facile.

"E' stata dura trovare una casa editrice", dice Taima, che alla fine ha scelto una piccola tipografia nel poverissimo quartiere di Imbaba, ma la missione doveva essere compiuta in piena segretezza.

"Ho finanziato la prima edizione di tasca mia. Il proprietario del negozio generalmente spegneva le luci della parte anteriore della sua bottega e lavorava nel retro", ricorda il giornalista, il cui libro verrà presto ristampato per la quinta volta.

Mentre i libri di Qandil e Taima adottano un sensazionale stile giornalistico, Ahmed al-Naggar, un economista del Centro Al-Ahram per gli Studi Politici e Strategici, ha scelto un approccio strettamente accademico per analizzare minuziosamene le performance economiche di Mubarak durante i suoi 29 anni di mandato.

Il suo libro, intitolato “Il deterioramento Economico ai Tempi di Mubarak”, prende in esame diversi livelli delle politiche economiche di Mubarak, criticandole perché generano corruzione, lenti ritmi di crescita, sistemi fiscali viziati e tassi di povertà alle stelle.

Sostenuto da figure, tabelle e grafici, il libro di al-Naggar, la cui prima edizione è uscita poco prima delle elezioni presidenziali del 2005, ha rivolto un esplicito appello contro la rielezione di Mubarak.
"Non dovremmo rimanere sotto lo stesso regime ed essere governati dallo stesso Presidente. Il rinnovo del suo mandato porterebbe solo più ingiustizia sociale, povertà e disoccupazione ", afferma al-Naggar.

Secondo Eid, questi scritti hanno cominciato a fiorire subito dopo che l'intervento degli americani ha portato alla caduta di Baghdad nel 2003. La  rapida fine del regime di Saddam Hussein  ha incoraggiato l'opposizione egiziana a sfidare i suoi presidenti.


"La caduta di un dittatore in pochissimi giorni ha dimostrato che egli non era così forte come sosteneva e ha fatto sì che le persone sentissero di poter lottare da sole per la democrazia, invece di aspettare l'arrivo dei carri armati [stranieri]", aggiunge il difensore dei diritti umani.

Questo sviluppo ha coinciso con il boom dei giornali indipendenti, dei canali satellitari e dell'esplorazione di nuovi luoghi virtuali, come i blog e Facebook, che sono tutti serviti come piattaforme per far convogliare il malcontento politico e sociale, spiega Eid.

Tuttavia, questa pluralità di aperture non ha garantito la caduta di tutti i tabù. Criticare i militari rimane una red line, conclude Eid.

Qandil ha cercato di tastare questo limite in molti dei suoi scritti, però. Nel suo libro “Gli Ultimi Giorni”, egli solleva la questione di cosa accadrebbe se un generale dell'esercito fosse il successore di  Mubarak. Questo capitolo non è passato inosservato, secondo Qandil. L'autore è stato convocato dall'esercito che ha ritirato il libro, chiedendone la revisione. La casa editrice ha inviato le copie per un esame, ma ha disubbidito all'ordine di interrompere la stampa ripubblicando il libro nel 2008.

"I militari  avrebbero potuto agire al di fuori della legge consegnandomi a un tribunale militare, ma questo non è accaduto," dice.

"L'esercito sembrava non essere interessato alla faccenda, o forse gli piaceva la critica che facevo allo scenario di Gamal Mubarak," aggiunge Qandil, che ha appena pubblicato un nuovo libro dal titolo “Il Presidente Alternativo”, in cui affronta il ruolo dei militari in uno scenario post-Mubarak.

Stranamente, nessuno di questi libri è stato bandito e nessuno degli autori è stato arrestato – tutto questo in un paese dove il rispetto dei diritti umani è molto basso.

Per Taima, questo atteggiamento testimonia la frammentazione del regime di Mubarak. "Il regime non è in grado di estendere il suo controllo e ridurre questo margine di libertà", afferma.

Al contrario: tollerare dei contenuti talmente esplosivi è una decisione ben calcolata, conclude Eid.

"L'Egitto è un paese molto intelligente. Non vieta o bandisce libri, a differenza della Siria o della Tunisia ", afferma Eid. "Una mossa del genere renderebbe tali prodotti più popolari. Invece si permette a queste cose di essere pubblicate e si continuano a braccare e perseguitare i loro autori.”

http://www.almasryalyoum.com/en/node/158503


 

Bibliografia degli autori citati (per comprare i libri clicca qui)

 

Libri di Abdel Halim Qandil

 

           

Libri Ahmed al-Naggar

 

       

 

 


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