14 gennaio 2011 ~ 0 Comments

I rapporti interreligiosi nei libri egiziani

Questa lista vuole essere uno strumento per capire meglio la realtà egiziana di questi giorni. astasia-shalabyAstasia (2010) di Khairy Shalaby, selezionato per la longlist del 2011 del Premio Internazionale per la letteratura araba (International Prize for Arabic Fiction -IPAF-), ma non presente, con disappunto e sorpresa di molti- nella shortlist. Astasia is a una donna copta che vive in un paese a maggioranza musulmana, e i sospettati dell’omicidio di suo fratello si cercano nella comunità musulmana.(Disponibile solo in arabo) al-nabati-zeidan Al- Nabati (Il nabateo) (2010) e il vincitore del Booker Prize arabo Azazel (2008) di Youssef Ziedan entrambi si sono addentrati nel territorio della religione. Azazel è stato tradotto in italiano da Neri Pozza. al-dunya-alberryPer restare nell’ambito del Booker Prize 2011, l’autore Khaled al-Berry aveva scritto una toccante e sottostimata storia della sua adolescenza, al-Dunia ajmal min al-janna (Il mondo è più bello del paradiso) (2006), che affronta, tra le altre cose, la questione delle relazioni tra musulmani e cristiani nell’Alto Egitto. Disponibile in inglese: Life is More Beautiful than Paradise (2009). abdel meguidNumerosi sono i libri che parlano della città di Alessandria, tra questi La ahad yanamu fi al-Iskandariya (Nessuno dorme ad Alessandria (1999) di Ibrahim Abdel Meguid. Questo libro è ambientato ad Alessandria durante la Seconda Guerra Mondiale. Nucleo centrale del romanzo è l’amicizia tra lo sheikh Magd al-Din, un fervente musulmano di origini contadine del Nord Egitto e Dimyan originario del Sud. Disponibile in inglese: No one sleeps in Alexandria (2006). sant therezaSant Tiriza (Santa Teresa) (2001), di Bahaa Abdelmeguid, esplora le relazioni tra musulmani, cristiani e ebrei dopo la guerra del ‘67 in un modo interessante e fresco. Disponibile in inglese: St. Theresa (2010). astifmatism in brain>Astigmatism fi mukh (Astigmatismo nel cervello) (2010), sottotitolo “Racconti ironici sulle divisioni settarie in Egitto” scritto a quattro mani da due ragazzi un musulmano e un copto Mostafa Elsayaad e Mena Shenoda. Disponibile solo in arabo. al-saadawiLa controversa autrice e attivista femminista Nawal al-Saadawi nel libro Jannat wa Iblis (Il paradiso e il diavolo) (1994) analizza e critica le strutture patriarcali del Cristianesimo e dell’Islam. Disponibile in inglese: The Innocence of the Devil (1998). awlad haratina-mahfuz/>In Awlad Haratina (1959) di Nagib Mahfuz usa l’allegoria per spiegare le tre religioni. Disponibile in italiano: Il rione dei ragazzi (2001). Sulla discussione sulla relazione Copti-Musulmani in Egitto, c’è il libro di Ibrahim Farghali, Ibtisamat al-qaddisin (I sorrisi dei santi) (2004), tradotto da Smart and Nadia Fouda-Smart. Qui, come M.A. Orthofer scrive nella sua recensione: “La morte di un caro amico d’infanzia, Emad, pesa molto su Rami, e la conversione all’Islam è per lui una via per provare a superare il dolore. La ragazza che amava, Christine, è allo stesso modo toccata dal fatto, si rifugia nella religione ed essendo cristiana diventa suora. Nessuno dei due tuttavia riesce a trovare una vera via di fuga nella religione (che nel caso di Rami è militanza ideologica). Così come Rami abbandonerà i Fratelli Musulmani, Christine romperà i suoi voti e tornerà alla vita laica”.Disponibile in inglese: The Smiles of Saints (2007).


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