23 marzo 2011 ~ 0 Comments

L’Arabic Booker Prize assegnato a una saudita e a un marocchino

L'Arabic Booker Prize assegnato a una saudita e a un marocchino

Traduzione di Simona Olivieri

Raja Alem vince con il suo “Tawq al-Hamama” (La Collana della Colomba) riportando il premio in Arabia Saudita per il secondo anno consecutivo.

La scrittrice saudita Raja Alem e lo scrittore marocchino Mohammed Achaari hanno vinto il premio letterario “Arab Booker Prize”, in una cerimonia svoltasi nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi, il 14 marzo. Il romanzo di Raja Alem è intitolato Tawq al-Hamama” (La Collana della Colomba), mentre quello del suo collega marocchino “al-Qaws wa-l-farasha” (L'Arco e la Farfalla).

La giuria ha deciso di assegnare il premio a due romanzi, “evento unico nella storia del premio”. Nel suo romanzo, Raja Alem parla dei mondi segreti che la città santa de La Mecca cela, della corruzione che ha portato gli imprenditori a distruggere lo spirito de La Mecca e la sua profondità storica, oltre che a tracciare le caratteristiche di una città dal volto ripugnante dietro la maschera di santità.

Invece, il romanzo “L'Arco e la Farfalla” di Achaari tratta argomenti come l'estremismo religioso e il terrorismo secondo una prospettiva nuova, rivelando gli effetti del fenomeno sulla regione araba.

Khaled al-Hurub, membro del Comitato dei Garanti, non ha nascosto la sorpresa che la scelta del premio “condiviso” ha suscitato nei circoli culturali arabi, aggiungendo che la giuria "senza rivelare il nome degli autori, ha affermato che entrambi i romanzi sono effettivamente sullo stesso livello per tecnica e creatività”, e ha proseguito dicendo che “il Comitato dopo aver rivisto il regolamento del Booker, non ha trovato nulla che vietasse la divisione del premio tra i due scrittori”. Il Presidente della Giuria, lo scrittore e critico iracheno Fadhil al-Azzawi, ha descritto i due romanzi come affascinanti e innovativi, in grado di discutere in maniera razionale e logica dei problemi riguardanti il Medio Oriente, problemi riemersi recentemente durante le manifestazioni che hanno animato l’intera regione araba.

al-Hurub ha sottolineato che uno dei principali criteri per l'assegnazione del premio è l'originalità dell’opera, a prescindere dalla nazionalità o dal sesso dell'autore, aggiungendo che la giuria ha effettuato la sua scelta sulla base di decisioni libere e definitive: “se la giuria avesse ritenuto opportuno nominare per la short list sei lavori provenienti da un unico paese, avrebbe potuto farlo». al-Hurub, confermando che l'originalità è l'unico parametro per la candidatura dei lavori e la scelta del vincitore, afferma: “l'anno scorso il premio è stato vinto dal romanziere saudita Abdo Khal, e quest'anno da Raja Alem, elemento indicativo che l’attribuzione del premio si decide sulla base della creatività e non sul nome o sulla nazionalità dell’autore”.

al-Hurub ha difeso il ruolo del Comitato per il Premio nella promozione della traduzione dei romanzi vincitori e della shortlist, dicendo: “il Premio non si occupa direttamente delle traduzioni, ma mette in contatto i lavori vincenti con le case editrici in Gran Bretagna, Francia e altri paesi, rivolgendosi a case editrici leader a livello internazionale, a riprova dell'importanza dei romanzi in lizza per il premio”.
La Commissione ha spiegato che la scelta dei vincitori del premio per l'edizione del 2011, è stata fatta tra sei romanzi nominati per la short list, annunciata nella capitale del Qatar, Doha, lo scorso dicembre.

 La Giuria era composta da Fadhil al-Azzawi, nelle vesti di Presidente; con la partecipazione della docente, ricercatrice e critica del Bahrain Munira al-Fadil; della professoressa Camera D'Afflitto, traduttrice e critica italiana; dello scrittore e giornalista giordano Amjad Nasser e di Said Yaktine, scrittore e critico marocchino. Durante la cerimonia, si è svolta la premiazione degli scrittori della short list, alla presenza della Giuria, alla Fondazione degli Emirati per la Filantropia, ente finanziatore del premio, e alla presenza della Fondazione del Premio Booker. Tutti gli scrittori hanno ricevuto 10 mila dollari, mentre al vincitore sono stati assegnati altri 50 mila dollari.



Il Premio Booker è frutto di una collaborazione iniziata nel 2007 tra la Fondazione Booker e la Fondazione degli Emirati, considerata una delle più importanti associazioni di beneficenza degli Emirati Arabi Uniti. Questa, fondata nel 2005, si occupa del patrocinio di iniziative culturali, scientifiche e sociali di vario genere, sia a livello locale che mondiale.


Vale la pena ricordare che fino ad ora cinque sono i romanzi arabi vincitori del premio. Infatti, oltre ai due Tawq al-Hamama” (La Collana della Colomba) al-Qaws wa-l-farasha “ (L'Arco e la Farfalla) vincitori di quest'anno, hanno già vinto il premio altri tre scrittori arabi, due egiziani e un saudita.

 

Nel 2008 ha vinto il romanzo “Wahat al-Ghurub” (Sunset Oasis) dell'autore egiziano Bahaa Taher,  premio vinto poi nel 2009 dal romanzo “Azazel” dell'egiziano Youssef Zeidan, mentre il romanzo “Tarmi bi-Sharar (She Throws Sparks) dello scrittore saudita Abdo Khal si è aggiudicato il premio per l'edizione del 2010.

 

 

 

Per leggere l'articolo nella versione originale:

http://www.aawsat.com/details.asp?section=54&article=612660&issueno=11796

Per ulteriori informazioni :

Due vincitori per l’Arabic Booker Prize 2011

 

 


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