Le nostre proposte di letteratura

Ma'ia khutwa min al-thawra – yawmiyat min Midan Tahrir
(Cento passi verso la rivoluzione – I diari di piazza Tahrir)
2011
… Mi raggiungono da Piazza Tahrir le voci dei manifestanti: “Ad andar via sarai tu, a noi chi ci ferma più!” e mentre mi allontano un senso di sconforto mi afferra. Ma appena arrivo in piazza e la manifestazione mi appare nel pieno del suo impeto iniziale e i dubbi e le domande che avevo, anche quelle che non osavo fare a me stesso, sembrano trovare una risposta. Siamo di fronte a un’autorità incompetente e inetta che non ha scrupoli nel fare uso della forza e delle armi. I cartelloni e gli slogan sono cambiati per affrontare questa nuova situazione, dare voce alle nostre domande e preoccupazioni e trasmettere forza e fiducia alla manifestazione. Non mi scoraggia più la storia insanguinata delle grandi rivoluzioni fallite e delle controrivoluzioni, il pericolo di cedere alla disperazione: in piazza Tahrir ho capito di poter sconfiggere la paura e ho percepito una realtà nuova, finalmente libera dal dittatore e dai simboli del suo opprimente potere…
Testimone di piazza Tahrir, lo scrittore Ahmad Zaghlul Shyti è il primo a pubblicare il suo racconto-testimonianza dal cuore della rivoluzione.
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al-Galid (Il gelo)
2010
Agli inizi della sua carriera Shukri, il professore di storia all’università del Cairo già protagonista di Amrikanli e al-Qanun al-firansi (La legge francese), si reca in Unione Sovietica per uno scambio accademico. La vita in un alloggio con studenti di varie nazionalità e la presenza delle ragazze al piano superiore gli saranno da stimolo per la ricerca di se stesso e della donna ideale. Imparerà a conoscere via via gli aspetti più oscuri e nascosti dell’Ex Urss e a intuire le ragioni del suo crollo imminente. Al contempo darà inizio a un progetto di analisi sulla stampa egiziana e seguirà gli eventi della guerra di liberazione del 1973.
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AA.VV.
Antulujia al-Hijra fi l-Riwaya al-'Arabiya
(Antologia dell'Emigrazione nella Narrativa Araba)
Questo libro fornisce gli strumenti necessari per tracciare una mappa della scrittura narrativa araba contemporanea e porre lo sguardo sui luoghi d’immigrazione ed emigrazione nel mondo arabo.
Possiamo leggervi infatti gli scritti dei pionieri del romanzo arabo, – a partire da Taha Husayn, Muhammad Husayn Haykal, Nagib Mahfouz, Ali al-Duagi e Mahmoud al-Mesadi, fino ai più recenti romanzieri, passando da Edward al-Kharat, Muhammad Barrada, Elias Khuri, Ibrahim al-Kooni, Tahir Watar etc - possiamo familiarizzare con i generi letterari della scrittura realista, sperimentale e documentaria, e toccare quasi con mano i luoghi immaginari che questi testi unici, provenienti dai diversi paesi del mondo arabo, ci descrivono.
Un libro che ci offre la grande opportunità di esaminare la questione dell’identità individuale e collettiva e i modelli di interazione tra spazio e tempo, in modo da potersi avvicinare, tramite dinamiche e processi differenti, a nuove forme di scrittura araba.
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Nadia Kadiri, Samia Barrada
Dalil al-Tarbiyya al-Jinsiyya
(Guida all'Educazione Sessuale)
Numerose ricerche sociologiche marocchine hanno rivelato che:
• le ragazze marocchine vivono la propria sessualità senza ricevere prima una preparazione adeguata;
• l’educazione sessuale maschile è scarsa o inesistente;
• la formazione sessuale degli adolescenti si raggiunge attraverso la pornografia (attraverso canali televisivi per adulti o siti internet);
• le gravidanze al di fuori del matrimonio sono in crescita;
• il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili è molto alto.
Scopo di questa guida, è di rendere i giovani maggiormente consapevoli e sensibili in materia di salute sessuale, sia dal punto di vista fisico che psicologico.
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Makkawi Said
Taghrida al-Baj'a
(Il Canto del Pellicano)
"E' soprattutto negli ultimi giorni che ho iniziato a sentire che mi circondavano… ovunque.
E ho iniziato a sognarli. Cammino lungo le strade del centro che conosco perfettamente, e nella zona delle Piramidi dove sono nato, e nel quartiere di Hussein che amo, ma davanti a me non vedo che stranieri… Il mio orecchio capta lingue diverse, ma nessuna di queste è arabo. Sono di fronte a me, nessuno al mio fianco né dietro, sono una linea compatta nel mio campo visivo."
Questo romanzo è stato nominato nella shortlist dell'Arabic Booker Prize e la giuria ha dato questa motivazione per la scelta del “Canto del Pellicano”:
Makkawi Said in questo romanzo si apre allo stile narrativo di una realtà sociale mutevole e in continua evoluzione, individuando uno stile nuovo che introduce una lettura della realtà e delle sue trasformazioni. In un bel lavoro di narrazione richiama i fasti di un tempo passato dipingendo un probabile futuro con domande che non trovano risposta.
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Jabbour Douaihy
Matar Huzayran
(Pioggia di Giugno)
Elia, il protagonista, nasce nell'estate del 1957, esattamente a nove mesi e una settimana dal massacro che segna l'inizio della guerra tra le due grandi famiglie del suo paese, inerpicato tra i monti nel nord del Libano.
La sua nascita suscita dubbi e vergogna sulle sue origini: i suoi genitori non avevano avuto figli in quindici anni di matrimonio e lui nasce dopo la morte del padre, lasciando supporre che la notte precedente al massacro fosse stata quella "fruttuosa". Per proteggerlo, la madre lo spinge a lasciare il paese. Viene mandato prima in una scuola a Beirut, poi a New York dove vivrà vent'anni senza identità e obiettivi chiari, e mentendo per sentirsi al centro dell'attenzione. Ma un giorno qualcosa gli si risveglia dentro, il desiderio di trovare una risposta alle domande che l'hanno sempre perseguitato: chi è mio padre? chi sono io? Douaihy racconta attraverso Elia l'origine della guerra civile libanese e il futuro di un paese violentato da lotte fratricide e dall'ininterrotto giogo delle influenze straniere. Per farlo ricorre a una notevole precisione nell'uso della lingua e, introducendo molteplici punti di vista, restituisce vividamente la vita quotidiana di un paese dove le faide sono all'ordine giorno e illumina aspetti nascosti del conflitto libanese.


Hassan Al-Zayn
Tiliviziun Jamil
(La Televisione di Jamil)
Jamil lavora per Bassam trasmettendo giornalmente la serie TV “Bayt al-Ashbah” (La Casa dei Fantasmi). Gli fa piacere sorprenderlo. Trasmette per lui l’inno nazionale libanese qualche minuto prima dell’appuntamento quotidiano delle 7 del mattino.
Quella voce sorprendente eccita Bassam. Si gira verso la televisione. Fa di tutto per aprire gli occhi senza muovere un singolo muscolo. Ed ecco la serie televisiva “Bayt al-Ashbah”, sono riprese le trasmissioni sul canale TV libanese. La bandiera nazionale sventola. Bassam la sente muoversi come se fosse sotto di lui. Percepisce l’aria che fa muovere la bandiera sullo schermo, quell’aria che proviene da un ventilatore.
Hassan Al-Zayn: scrittore e giornalista libanese, nato nel 1979. Ha studiato filosofia e scienze umanistiche. Dopo aver lavorato per il giornale "al-Nahar"e "al-Safir" e per la rivista "Zahrat al-Khalij", scrive ora per il giornale “al-Ittihad”.
Suoi sono "Il Mio Astuccio Nero" del 1979 e "Il Compagno Ali" del 2003.
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Habib Abd al-Rabb Sururi
Damalan
(I Due Mali)
Un romanzo autobiografico sulla storia di Wijdan, un uomo nato in Tanzania e tornato a vivere con la sua famiglia a Aden. Il romanzo racconta la storia dei suoi insuccessi dall’infanzia fino ai suoi quarant’anni, della sua relazione con Susan, una donna divorziata accusata di adulterio per il semplice fatto di esser stata trovata con Wijdan, del suo nemico amico Jafar, un uomo stravagante e stolto.
Il romanzo parla di una nazione afflitta da una realtà sociale in cui governa e vengono abitualmente represse le libertà fondamentali dell’uomo, tanto da colpirne il corpo e la mente.
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Muhammad Barrada
Hayawat al-Mutajawara
(Vite legate)
"Quando ho ricevuto la telefonata dal mio ex marito, non immaginavo che dietro all'invito che mi aveva fatto perché io e nostro figlio Naim andassimo a trascorre una settimana a Madrid ci fosse un progetto che aveva a che fare con il traffico di stupefacenti del quale io avrei dovuto controllare l'organizzazione e la messa in opera. Naim aveva sei anni ed era affascinato dalle grandi strade e dalla folla di gente che camminava per le strade. Suo padre lo viziava comprandogli giocattoli e dolci. Ogni cosa lasciava presagire una piacevole vacanza, il mio ex marito voleva solo suo figlio e me per meditare su questa faccenda. Il secondo giorno gli chiesi delle sue condizioni e del suo lavoro, a quel punto egli sorrise e rispose frettolosamente dicendo che aveva superato la maggior parte dei suoi problemi grazie a un amico spagnolo che gli era rimasto accanto. Si fermò un attimo, poi aggiunse che c'era lì un suo amico, di nome Fernandez, che voleva incontrarmi perché aveva in programma di lanciare un nuovo business in Marocco e per questo voleva consultarmi e chiedere il mio aiuto.”
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