International Prize for Arabic Fiction 2012: annunciata la shortlist
JABBOUR DOUAIHY, EZZEDINE CHOUKRI FISHERE, RABEE JABER, NASSER IRAQ, BASHIR MUFTI e HABIB SELMI sono stati annunciati come i sei finalisti dell’International Prize for Arabic Fiction 2012 in conferenza stampa al Cairo l’11 gennaio 2012.
La shortlist di quest’anno include diverse tematiche, che spaziano dall’esilio e la riflessione sull’identità personale alle rivolte sociali e politiche nel presente e nel passato. Tre autori erano già stati selezionati per la shortlist nelle scorse edizioni: Jabbour Douaihy (Pioggia di giugno, 2008), Habib Selmi (Gli odori di Marie-Claire, 2009) e Rabee Jaber (Come fili di seta, 2010), mentre Intensive Care di Ezzedine Choukri Fishere aveva concorso in longlist nel 2009.
La shortlist è stata annunciata da Georges Tarabichi, Presidente di Giuria per il 2012, nella conferenza stampa tenutasi al Cairo presso il prestigioso Dar al-Opera. In questa occasione sono stati resi noti anche i nomi dei giurati: lo scrittore e critico siriano Georges Tarabichi (Presidente); la giornalista e critica letteraria libanese Maudie Bitar; l’accademica egiziana e attivista per i diritti umani Hoda Elsadda; la scrittrice e accademica qatariota Huda al-Naimi e il traduttore e ricercatore spagnolo Gonzalo Fernández Parrilla.
I titoli della shortlist sono stati scelti sui 13 della longlist annunciata lo scorso novembre, e sono:
| TITOLO | AUTORE | NAZIONALITA' | EDITORE |
| Il Vagabondo | Jabbour Douaihy | Libano | Dar al-Nahar |
| Abbraccio a Brooklyn Bridge | Ezzedine Choukri Fishere | Egitto | Dar al-Ain |
| Il druso di Belgrado | Rabee Jaber | Libano | al-Markaz al-Thaqafi al-Arabi |
| Il disoccupato | Nasser Iraq | Egitto | al-Dar al-Masriya al-Lubnaniya |
| Bambola di fuoco | Bashir Mufti | Algeria | al-Ikhtilef |
| Le donne di al-Basatin | Habib Selmi | Tunisia | Dar al-Adab |
Georges Tarabichi ha commentato: “In questi romanzi gli autori mostrano uno stile innovativo nel rappresentare la varietà sociale e storica del mondo arabo, e descrivendo la concentrazione di tirannia e corruzione che affligge gran parte di questo mondo, hanno saputo prevedere il sorgere dei movimenti popolari”.
Il 2012 segna il quinto anniversario dell’International Prize for Arabic Fiction, che da subito si è affermato come uno dei più importanti eventi culturali del mondo arabo, riconosciuto per la sua indipendenza, trasparenza e integrità
Annunciando la longlist del 2012, Georges Tarabichi ha inoltre commentato che il Premio, al suo quinto anno, ”ha luogo in circostanze eccezionali, in molti Paesi arabi sono in corso rivoluzioni contro i regimi dispotici che le avevano assoggettate per lunghe decadi. E molti dei romanzi in gara offrono un ritratto della soffocante situazione generale prima delle rivoluzioni”. Il Premio è fiero di dare riconoscimento al meglio della narrativa araba e più di ogni altro premio in Medio Oriente, di far conoscere le voci arabe contemporanee al pubblico internazionale attraverso la traduzione, specialmente in questo momento di grande cambiamento per il mondo arabo.
Jonathan Taylor, Presidente del Consiglio di Amministrazione, commenta: “Il quinto anniversario dell’IPAF è il momento migliore per notare con orgoglio come il premio tramite la traduzione stia permettendo a un pubblico internazionale di condividere e apprezzare il meglio della narrativa araba in un momento storico cruciale”.
Salwa Mikdadi, Responsabile del Programmma culturale e artistico della Emirates Foundation, aggiunge: “La Emirates Foundation è orgogliosa di aver sostenuto il premio fin dall’inizio. In breve tempo il Premio ha raccolto il consenso regionale e internazionale ed è diventato una fonte d’ispirazione per i giovani scrittori arabi”.
L’International Prize for Arabic Fiction viene assegnato per la prosa in arabo e ciascuno dei sei finalisti riceve 10000 dollari, con un aggiunta di 50000 dollari per il vincitore. Il Premio è stato inaugurato in Abu Dhabi, UAE, nell’aprile del 2007, è stato fondato dalla Emirates Foundation for Philanthropy ed è sostenuto della Booker Prize Foundation.
Il vincitore del 2012 sarà annunciato alla cerimonia di premiazione che si terrà ad Abu Dhabi giovedì 27 marzo 2012, durante la serata dell’Abu Dhabi International Book Fair. È garantita inoltre la traduzione inglese dell’opera vincitrice.
Per ulteriori informazioni sul Premio, visitate il sito www.arabicfiction.org o seguite la pagina Facebook
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LA SHORTLIST DEL 2012
Jabbour Douaihy
Jabbour Douaihy è nato a Zgharta, nel Libano settentrionale, nel 1949. Ha conseguito un dottorato in letterature comparate alla Sorbona ed è professore di letteratura francese all’Università Libanese. Ha pubblicato sette opere di narrativa tra romanzi, racconti e libri per bambini. Il suo romanzo Pioggia di giugno è stato finalista nel 2008, ed è pubblicato in Italia da Feltrinelli.
Il vagabondo
Sharid al-Manazil (Il vagabondo) offre un ritratto realistico e coinvolgente della Guerra civile libanese attraverso gli occhi di un giovane che si trova sradicato a causa del conflitto. L’eroe rappresenta la crisi dell’individuo libanese al quale viene imposta una realtà settaria. Lo seguiamo in cerca di un’appartenenza, scontrandosi con una realtà a lui inedita e in conflitto con una società che lo considera un emarginato.
Ezzedine Choukri Fishere
Ezzedine Choukri Fishere è uno scrittore e diplomatico egiziano. Nato in Kuwait nel 1966, è cresciuto in Egitto dove si è laureato all’Università del Cairo nel 1987 con un BA in scienze politiche. Ha frequentato diverse università in Francia e Canada e ha ottenuto un diploma internazionale in amministrazione dalla National School of Administration, Parigi (1990-92). Ha poi conseguito un master in relazioni internazionali all’università di Ottawa (1992-95) e un dottorato in Scienze Politiche alla Montreal University (1993-98). Attualmente insegna scienze politiche all'American University al Cairo, ma tiene lezioni anche in altre università. Scrive di politica per diversi giornali arabi, inglesi e francesi.
Abbraccio a Brooklyn Bridge
'Inaq 'inda gisr Brukin (Abbraccio a Brooklyn Bridge) è un romanzo sulle diverse forme e aspetti dell’alienazione: l’eroe è un uomo senza radici; la sua seconda moglie, divisa tra le ambizioni personali e i disperati sforzi di dare al marito l’impressione di appartenere al suo mondo; il figlio, con cui non ha più rapporti; la nipote, incerta sulla sua appartenenza, e l’amico egiziano, che scopre che né il figlio né la moglie appartengono al suo mondo. Tutti questi personaggi sono legati al protagonista , che invitandoli al compleanno della nipote dovrà comunicare loro alcune tristi notizie.
Rabee Jaber
Lo scrittore e giornalista libanese Rabee Jaber è nato a Beirut nel 1972. A partire dal 2001 è stato redattore di Afaq, il supplemento culturale di al-Hayat. Il suo primo romanzo, Signore delle tenebre, ha vinto il Critics’ Choice Prize nel 1992. Ha scritto finora 16 romanzi, tra cui Tè nero; L’ultima dimora; Yousif al-Inglizi; Il viaggio del Granatino (tradotto in tedesco); Berytus: una città sotterranea (pubblicato in francese da Gallimard nel 2009) e America (tradotto in italiano col titolo Come fili di seta), che ha concorso nella shortlist del Premio nel 2010
Il druso di Belgrado
Duruz Balghrad (il Druso di Belgrado): dopo la Guerra civile del 1860 sul Monte Libano, alcuni combattenti di religione drusa sono forzati all’esilio e viaggiano via mare fino alla fortezza di Belgrado, ai confini dell’Impero Ottomano. In cambio della libertà di un compagno combattente, prendono con sé un cristiano di Beirut, Hana Yaaqub, uno sfortunato venditore di uova che sedeva al porto. Il romanzo segue le loro avventure nei Balcani e i loro sforzi per sopravvivere.
Nasser Iraq
Nasser Iraq si è laureato alla facoltà di Belle arti all’Università del Cairo nel 1984. Ha lavorato come giornalista culturale in Egitto e ha co-fondato il Dubai Al-Thaqafiya magazine di cui è stato responsabile fino al 2004. Ha pubblicato diversi libri tra cui: Storia dell’arte giornalistica in Egitto (2002), che ha vinto la prima edizione del premio Ahmad Bahaa al-Din; I tempi della polvere (2006); Dagli eccessi d’amore (2008); Il verde e il danneggiato (2009) e Il disoccupato (2011). Attualmente lavora come Cultural and Media Co-ordinator per la Foundation of Culture and Science Symposium in Dubai.
Il disoccupato
al-'Atil (Il disoccupato) racconta la storia di un giovane e colto egiziano, membro di una famiglia della classe media che, come molti altri, per la mancanza di opportunità al Cairo è costretto a cercare lavoro a Dubai. Qui scopre un mondo sorprendente fatto di gente di tutte le nazionalità e si confronterà con i diversi caratteri di amici, compagne e conosceti. E quando si innamora di una ragazza egiziana si ritroverà imprigionato per l’omicidio di una prostituta russa…
Bashir Mufti
Bashir Mufti è uno scrittore e giornalista nato ad Algeri. Ha pubblicato diversi racconti e romanzi, tra cui Arcipelago di mosche (2000); Testimone di tenebre (2002); Profumo del miraggio (2005); Gli alberi della resurrezione (2007) e Mappe di passioni notturne (2009). Alcuni sue opere sono state tradotte in francese. Scrive spesso per giornali arabi e lavora alla televisione algerina come assistente di produzione per il programma culturale Maqamat.
Bambola di fuoco
Dimmat al-Nar (Bambola di fuoco) è la storia di un incontro tra lo scrittore Bashir Mufti e il misterioso personaggio di Rada Shawish, che consegna a Mufti il manoscritto della sua autobiografia. Shawish ha sempre cercato nella vita di non diventare come suo padre, che lavorava in una cellula segreta negli anni settenata e negli anni ottanta si tolse la vita. Tuttavia, le circostanze lo portano a seguire le orme del padre e si troverà a guidare egli stesso un gruppo segreto.
Habib Selmi

Habib Selmi è nato ad al-’Ala, Tunisia, nel 1951. Ha pubblicato quattro romanzi e una raccolta di racconti, alcuni dei quali tradotti in inglese, norvegese, ebraico e francese. Il suo primo romanzo, Il monte della capra è stato pubblicato in francese nel 1999. Gli amanti di Bayya è stato pubblicato in francese nel 2003, alcuni suoi estratti sono stati tradotti in inglese per Banipal 18. Ha inoltre scritto Ritratto di un beduino morto (1990); Il labirinto di sabbia (1994); Tiepide grotte (1999); I segreti di Abdallah (2004). Selmi vive a Parigi dal 1985. Il suo romanzo Gli odori di Marie-Claire ha concorso nella shortlist del Premio nel 2009 e la traduzione italiana è prevista per i tipo di Mesogea.
Le donne di al-Basatin
Nisa' al-Basatin (Le donne di al-Basatin) è un intimo ritratto della vita quotidiana di una famiglia di modeste condizioni che vive nel quartiere al-Basatin di Tunisi. Attraverso le storie di questo piccolo ambiente matriarcale osserviamo le contraddizioni della società tunisina. Selmi ci racconta un mondo in bilico tra tradizione religiosa e una modernità in fermento.
Fonti : www.arabicfiction.org
articolo tradotto da Giacomo Longhi
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