
La Rivoluzione egiziana e Piazza Tahrir: 5 romanzi per interpretare la realtà.
Al-Atyaf (Spettri) di Radwa Ashur
Il romanzo “Atyaf” di Radwa Ashur è per metà romanzo e per metà una storia vera, pubblicato nel 1999, parla di molte persone, fatti e avvenimenti, forse troppi. Una delle sue ambientazioni centrali è Piazza Tahrir e uno dei temi portanti è la rivolta e la sua repressione.Piazza Tahrir è importante per la scrittrice sia sul piano personale che politico: ha passato molto della sua infanzia nei dintorni della piazza e evidenzia come molti degli egiziani che reclamano la libertà provengono da lì.
Nel febbraio 1946, lei scrive, ci furono in piazza Tahrir imponenti manifestazioni contro gli inglesi, violentemente represse. Circa 40 mila persone manifestarono contro le forze di occupazione: 23 morirono e 122 rimasero ferite.
La Ashur viene a sapere di queste sommosse dopo la sua familiarità adolescenziale con la piazza e scrive di come questo abbia cambiato la sua visione : I luoghi improvvisamente acquistano un nuovo significato quando conosci la loro storia, forse non tutta intera, forse uno stralcio, un pezzetto che ad un tratto lo illumina, e ti appare in un modo che non avevi mai visto o compreso prima.
La scrittrice inoltre descrive le proteste studentesche in Piazza Tahrir nel gennaio 1972, a cui prese parte assieme a suo marito Murid Barghuti. Ricorda che la protesta dei lavoratori del 1975 ebbe come centro Piazza Tahrir, così come la protesta del pane del 1977 che quasi destituì il presidente Anwar Sadat.
Al-Bab al-maftuh, (La porta aperta) di Latifa al-Zayyat
Il romanzo di Latifa al-Zayyat segue Layla, una giovane del Cairo le cui fasi delle crescita riflettono quelle del nascente stato egiziano. Il libro apre con il racconto della repressione da parte delle forze britanniche delle manifestazioni del 21 febbraio 1946 e continua il racconto fino ai primi anni del governo di Nasser.
Nelle prime pagine, il narratore si mette ad ascoltare le persone discutere come i carri armati abbiano caricato contro i manifestanti in quella che prima era Piazza Ismailiya.
Uno dei passanti osserva: Non dimenticare che noi Egiziani siamo coraggiosi – un paese di uomini duri. I carri armati schiacciavano i ragazzi e subito gli studenti innalzavano le loro magliette per mostrale a tutti: c’era sangue dappertutto. Dopo la folla è impazzita. Hanno attaccato i carri armati inglesi per distruggerli, lanciandosi contro gli spari—perché avresti pensato che fossero fatti di zucchero per tutte le persone accalcate intorno a loro
Malik al-hazin (l'Airone) di Ibrahim Aslan
Malik al-hazin è ambientato agli inizi della “protesta del pane” del 1977. Il romanzo è scritto nel bellissimo e semplice stile di Aslan, ben tradotto in inglese da Elliot Colla.
Tahrir è un posto centrale per le manifestazioni del 1977.
Il narratore descrive una scena nella piazza :
E Qasim, che aveva comprato 5 metri di stoffa bianca e una bottiglia di inchiostro blu, ti disse di non dare una copia della dichiarazione dei solidarietà ad ogni singola persona perché non c’erano copie sufficienti da distribuire e mentre tu davi una copia ad ogni gruppo, gli dicesti di voler andar con loro e Qasim ti rispose che bisognava andare in coppia e così tu continuando a distribuire i volantini ti avviasti con loro verso Piazza Tahrir dove hai visto gli studenti che avevano preso il controllo, gli stranieri fermi davanti al Caffe Izavicht e le telecamere e gli annunci pubblicitari sugli alti tabelloni e le parole che erano state aggiunte ai tendoni per cambiare il significato e ritagli di giornale dovunque e le barricate innalzate per bloccare le strade e tu che continui a camminare con Fathi con lui che distribuisce i volantini e scambia battute con la folla e mentre tu distribuisci i tuoi volantini sentendoti imbarazzato e fuori posto.
Awwan al-qitaf (la stagione della raccolta) di Mahmud al-Wardani
Il romanzo di al-Wardani, che racconta sei storie di decapitazione, attacca uno dei più avvincenti ritratti delle rivolte del 1977. La maggior parte dell’azione si svolge in piazza Tahrir, raccontata da un giovane del Cairo rimasto coinvolto nelle rivolte, insicuro di quale fosse la sua posizione. Lui e i sui amici incontrano uno dei manifestanti che grida: Tutti al parlamento son corrotti e vili ma la libertà della gente è tenuta con i fili.
Il narratore continua: Non solo continuammo a cantare gli slogan ma non la smettemmo finchè non rimasero solo tre di noi (non rimanemmo solo noi 3) Tutti gli altri correvano verso Piazza Tahrir anche se non avevamo visto un solo poliziotto dal massacro davanti alla stazione di polizia di Sayyida Zaynab
L’orologio del palazzo della Lega Araba segnava le 2 del pomeriggio. L’odore del gas lacrimogeno era così irrespirabile che capii che o poliziotti fossero acquattati in attesa nelle vicinanze
Dopo decisero : Dovremmo solo tornare a casa. Questo è più grande di quello che pensavamo, è una rivoluzione.
Dhat di Sonallah Ibrahim
Nessuna bibliografia sulla letteratura di rivoluzione, anche se breve, potrebbe essere completa senza la presenza del massimo scrittore egiziano Sonallah Ibrahim, il cui coraggio nella lotta contro il regime – il suo pungente rifiuto nel 2003 del premi per il romanzo arabo – è leggendario.Dhat (nome di donna) di Ibrahim offre uno spaccato delle manifestazioni di piazza Tahrir, ma anche un acuto ritratto delle corruzione della classe politica e economica in Egitto.
Qui, Sheykh al-Arab cerca di confrontarsi con le news televisive per raccontare la storia di piazza Tahrir nel 1946 : Nel 1946 stavo lavorando in un’azienda tessile a Shubra, quando ci siamo uniti a una grande manifestazione a Bab al-Hadid, gli operai mi hanno portato sulle loro spalle. I dimostranti sono arrivati fino a Piazza Ismaylia ora piazza Tahrir.
Di solito ho con me una mia foto mentre grido gli slogan, lanciando i volantini in aria, ma lo gli agenti di sicurezza me l’hanno requisita. Avevo una voce potente che raggiungeva tutta la piazza senza bisogno microfono. Stavamo manifestando per la lotta della classe operaia, gli studenti, il popolo egiziano e la caduta degli inglesi.
Di M. Lynx Qualey
Pubblicato il 13/02/2011 www.almasryalyoum.com
Bibliografia in inglese citata nel testo :
Specters, Radwa Ashour, trans. from the Arabic by Barbara Romaine, Interlink,
ISBN 978-1-56656-832-6
The Open Door, Latifa al-Zayyat, trans. from arabic by Marilyn Booth, Cairo/New York American University in Cairo Press. 2000 ISBN 977-424-603-9
The heron, Ibrahim Aslan, trans. from arabic by Elliot Colla, Cairo/New York American University in Cairo Press. 2005 ISBN 9774249291
Heads Ripe for Plucking, Mahmoud Wardani, trans. from arabic by Hala Halim, Cairo/New York American University in Cairo Press. 2008 ISBN 9789774161889
Zaat, Sonallah Ibrahim, trans. from arabic by Anothony Calderbank, Cairo/New York American University in Cairo Press. 2004 ISBN 9774248449
Bibliografia in italiano dei testi citati :
Atyaf : fantasmi dell'Egitto e della Palestina, Radwa Ashur ; traduzione dall'arabo e postfazione Patrizia Zanelli, Nuoro : Ilisso, 2008
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