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La letteratura italiana in arabo

 

Siamo sempre interessati a viaggiare nel fascino della letteratura araba, immedesimandoci nell’ incantevole Sharazade de "Le 1001 notte", commuovendoci per la poesia malinconica di Darwish, immaginandoci il Café Hafa a Tangeri di Ben Jelloun e ricostruendo i vicoli di una Cairo degli anni ’50 nelle opere di Mahfouz. Con la nostra fantasia abbiamo viaggiato in Marocco, in Tunisia, in Egitto, in Siria, in Palestina, in Iraq fino ad arrivare nei lontani Emirati Arabi grazie alla traduzione in italiano di tante opere del patrimonio letterario arabo.

E se anche i capolavori della nostra letteratura, quella italiana, facessero immaginare mondi nuovi ai cittadini del mondo arabo? Probabilmente non abbiamo mai veramente pensato a questa possibilità. In realtà, la nostra letteratura è molto amata dagli arabi e molte opere sono state tradotte negli ultimi cinquant’anni grazie soprattutto alla nascita dei dipartimenti di italianistica, primo fra tutti quello dell’università di ‘Ayn Shams (Cairo) nel 1956.

Proprio l’Egitto, culla dei primi illustri italianisti e delle più prolifiche case editrici, riveste un ruolo di spicco in seno alla traduzione e diffusione della letteratura italiana. Il suo interesse risale già all’epoca di Muhammad ‘Ali Pashà, il quale nel 1825 ordinò al traduttore siriano Raphael Zakhur la traduzione de Il Principe di Macchiavelli. In seguito molte furono le opere italiane tradotte in arabo, per citarne alcune  "La Divina Commedia" tradotta da Kadhim Jihad, "La macchina letteraria" e "Lezioni americane" di Calvino tradotte da Mohamed el-As’ad,e ancora "Seta" di Baricco tradotta da Fawwaz Traboulsi. Le prime opere però non vennero tradotte dagli originali in italiano ma da versioni in altre lingue, per la maggior parte francese, inglese e spagnolo, perdendo così molto della lingua e degli aspetti culturali.

Fra le prime grandi opere di traduzione direttamente dall’italiano, per quanto ostica possa sembrare la lingua in questione, v’è senza dubbio "La Divina Commedia" del grande Dante tradotta da Hassan Othman, con il titolo al-Jahim Danti, edito da Dar al-Ma’arif e divisa in 3 volumi: "al-Jahim" (Inferno), 1959; "al-Mathar" (Purgatorio), 1964; "al-Firdaws" (Paradiso), 1969. Online è possibile leggerne un estratto.   

Su di Othman l’arabista e traduttore Andrea Borruso dichiara: "Se una traduzione può guidare il mondo arabo a gustare Dante , l’unica è quella del professore Hassan Othman […] I traduttori precedenti non capirono il mondo di Dante, non ebbero familiarità con la nostra storia,la nostra lingua e cultura medievale; ciò che invece non può dirsi di lui." (A. Borruso, L’italianistica nei paesi arabi, p.146, Atti di convegno, Napoli 28-30 maggio 1980, Istituto per l’oriente Roma).

Nell’ultimo ventennio, con l’aumento di italianisti formatisi nei dipartimenti delle università arabe e di progetti mirati, le traduzioni di opere italiane di età moderna e contemporanea sono aumentate considerevolmente. Tra gli scrittori più tradotti figurano I. Calvino, A. Moravia, L. Pirandello, U. Eco e A. Tabucchi. 

Dar Sharqiyat lil-nashr wa al-tawzi', casa editrice nata nel 1985 con sede al Cairo, ha aderito ad un progetto di traduzione dall’ italiano all' arabo promosso dall’associazione culturale no-profit Baad el-Bahr, coordinata da Marco Alloni e Stefania Angarano.

Dalla collaborazione è nata un’antologia in 4 volumi di racconti dei maggiori scrittori e scrittrici italiani viventi.

Di seguito alcune delle opere tradotte da Baad el-Bahr:

- L’incontro, di Cerami Vincenzo, Mondadori, 2005.

- La lepre, di Cerami Vincenzo, Garzanti,1988

- Pane e tempesta, di Benni Stefano, Feltrinelli, 2009.

- Bar Sport, di Benni Stefano, Feltrinelli, 1997.

- Vite brevi di idioti, Cavazzoni Ermanno, Feltrinelli, 1997.

- Rosso Vermiglio, di Cibrario Benedetta, Feltrinelli, 2007.

- Voglia di cuore, di Gervaso Roberto, Bompiani, 1993.

- La solitudine dei numeri primi, di Giordano Paolo, Mondadori, 2008.

 

Per volere del principe di Abu Dhabi nasce nel 2005 un progetto su scala internazionale nominato Kalimatraducibile col termine “parola” e diretto dal Dr. Ali Ben Tamim. Il progetto prevede la traduzione e pubblicazione in arabo di cento opere straniere all’anno scelte tra lavori in 16 lingue diverse, tra cui l’italiano. Nel 2007 alla fiera del libro di Francoforte vennero presentate tradotte in arabo opere quali Il canzoniere di Petrarca, La Vita Nova di Dante, Lo spaccio della bestia trionfante di Giordano Bruno, Il Dialogo sopra i due massimi sistemi di Galileo Galilei e Il Segno di Umberto Eco. Kalima ha curato anche la traduzione di una delle più famose opere italiane contemporanee, Gomorra di Roberto Saviano.


Nel 2010, Kalima e l’Istituto per l’Oriente C.A. Nallino di Roma hanno firmato un accordo che prevede la traduzione dall’italiano all’arabo di 20-40 opere l’anno di autori contemporaneo o classici, quali Carlo Levi, Eugenio Montale e Patrizia Delpiano.

In Tunisia nel 1829 nasce Manshurat Finzi grazie alla famiglia livornese Finzi, repubblicana fuggita dalla monarchia. I Finzi introducono in Tunisia la prima macchina linotype e fondano il “Corriere di Tunisia”, voce degli italiani in Tunisia, schierato apertamente contro il colonialismo.

Nel 2007 la casa editrice pubblica un libro in formato carta da gioco intitolato "Il signor x". Stampato recto/verso in italiano/arabo, è formato da 52 poesie scritte in italiano da Delfino Maria Rosso e tradotte in arabo da Hanene Zbiss.

Per giocare in casa, la nota casa editrice E/O di Sandro Ferri diede vita nel 2007 al progetto Sharq/Gharb, in italiano “Est/Ovest”, diventando la prima casa editrice italiana a pubblicare in arabo. Coordinatore del progetto, insieme a S. Ferri, è Amara Lakhous, scrittore algerino in Italia da vent’anni che si occupa quì della mediazione tra il mondo arabofono e quello italofono. 

Sono cinque finora i titoli tradotti, tra cui, Io non ho paura e Io e Te di Ammaniti. Nel gennaio 2014 le traduzioni dei libri di Niccolò Ammaniti vennero presentate dalla E/O in un evento tenutosi a Roma, al quale partecipò anche l’arabista e blogger Chiara Comito di Editoria Araba


L'impegno per la traduzione e la promozione della letteratura italiana tradotta in arabo, può d'altra parte fornire strumenti di studio per chi si sta avvicinando o sta approfondendo la lingua italiana: attraverso la lettura di opere della tradizione e della contemporaneità italiana i lettori possono approfondire la loro conoscenza, rendendo così il testo tradotto uno strumento di studio. Un grande ruolo, in questo senso, è giocato dagli Istituti Culturali Italiani. 

I progetti elencati in quest’articolo non esauriscono la quantità di quelli esistenti, ve ne sono molti altri attivi, nella maggior parte dei paesi arabi. Poter trovare opere del patrimonio italiano tradotte in arabo è sicuramente una fonte d’orgoglio.

In occasione del BookinItaly, la Professoressa Bartuli ha scritto due interessanti approfondimenti sull'editoria italiana nel mercato arabo passato, presente e futuro. 

 

Fonti consultate:

Selmi Maher, Traduzioni in lingua araba di testi della letteratura italiana del Novecento. Problemi linguistici e culturali, tesi di dottorato – Università di Padova, 2011, http://paduaresearch.cab.unipd.it/3680/

Chiara Diana, L’esperienza italiana nella traduzione da e verso l’arabo oggi,

 https://www.academia.edu/1235935/Lesperienza_italiana_nella_traduzione_da_e_verso_larabo_oggi

http://editoriaraba.wordpress.com/2012/07/06/editoria-italiana-e-letteratura-araba-una-riflessione-e-qualche-domanda-oziosa/

http://editoriaraba.wordpress.com/2014/01/16/di-niccolo-ammaniti-in-arabo-e-letteratura-e-adab-a-confronto/


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