Il CairoComix è per noi un’occasione imperdibile per “tastare il polso” della scena fumettistica egiziana, conoscere nuovi autori e ritrovare vecchie conoscenze. Anche quest’anno siamo tornati dal festival pieni di idee, ispirazioni e con la conferma – ancora una volta – dell’enorme potenziale di questo medium. Le sfide sono evidenti, e passeggiando per il Comic Souq appaiono più reali che mai; eppure, proprio in mezzo a queste difficoltà, siamo stati nuovamente travolti dall’entusiasmo degli artisti che raccontano l’Egitto con voce personale e coraggiosa.
Tra gli incontri più attesi, spiccavano le due sessioni dedicate alla trasposizione a fumetti di Nagib Mahfuz e Sonallah Ibrahim, entrambe gremite fino all’ultima sedia. La discussione su Mahfuz è stata un viaggio affascinante nel dietro le quinte di Miramar e Il ladro e i cani, guidata da Mohammad Ismael Amin, Migo, Salma Zakarya e Mohammad Sarsawi. La sessione dedicata a Sonallah Ibrahim, con la presenza di Nabil Tag, ha invece intrecciato passato e presente: tra aneddoti personali e riflessioni politiche, Tag ha raccontato la collaborazione con lo scrittore nelle brevi storie ora riproposte da Marah.
Se c’è un appuntamento che rende il CairoComix un festival davvero vivo e dinamico, sono le sessioni portfolio. Quest’anno seguire da vicino Samira Bellorff, Farid Naji e Soheir Ghazzawi è stato come entrare in tre atelier aperti, ognuno con un proprio universo visivo in costruzione.
Il Comic Souq, ancora una volta, si è confermato il vero centro gravitazionale del festival. Gli stand formavano un mosaico eterogeneo di autoproduzioni, case editrici veterane e nuove realtà, poster serigrafati e mini-fumetti. Passeggiare tra i tavoli significava scoprire talenti emergenti, ma anche andare a caccia di nuove pubblicazioni da condividere con voi. C'è chi raccontava l’Egitto contemporaneo con una sensibilità attenta all’architettura tradizionale, chi recupa le estetiche rétro degli anni ’50 e chi sperimenta linguaggi completamente nuovi.
Lasciamo il CairoComix con la certezza che in questi artisti vivono e si intrecciano cento anni di storie disegnate. A loro auguriamo di poterne scrivere e disegnare ancora molte altre. A noi di poter continuare a leggere e proporvi quel che esce dalla loro penna.
Staff di Arabook

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