Cosa significa, per un artista, essere considerato tra i migliori narratori al mondo per l’infanzia? Significa possedere una chiave magica capace di aprire le porte dell’immaginario non solo dei più piccoli, ma di chiunque conservi la capacità di stupirsi. Quello che noi amiamo chiamare, con un pizzico di emozione, il "Piccolo Nobel" – ovvero l'Hans Christian Andersen Award – celebra proprio questa dote rara .
Oggi desidero accompagnarvi alla scoperta dell'universo di Walid Taher, un artista egiziano che è riuscito in un'impresa straordinaria: essere selezionato tra i 12 finalisti mondiali dell'edizione 2026. Immaginate di sfogliare un albo dove le linee non restano ferme, ma vibrano; dove il colore non riempie solo uno spazio, ma canta. Taher non è solo un illustratore: è un mediatore di sogni che trasforma il foglio in un palcoscenico dove le storie danzano tra ironia, filosofia e un profondo calore umano.
Walid Taher: l’uomo che disegna l’invisibile movimento
Nato al Cairo nel 1969 e formatosi presso l'Università di Helwan, Walid Taher ha forgiato il suo sguardo nella vivace e complessa realtà egiziana. Prima di diventare un pilastro della letteratura per ragazzi, ha lavorato a lungo fianco a fianco di Moheddine Ellabad come caricaturista e designer editoriale in testate prestigiose come Al-Ahram. Questa radice nel mondo della satira è fondamentale per comprendere il suo stile: la capacità tipica della caricatura di "semplificare senza banalizzare" gli permette di tradurre concetti densi in immagini accessibili e ,allo stesso tempo, folgoranti. Il suo segno, apparentemente spontaneo, è in realtà frutto di una ricerca meticolosa per catturare l'essenza del movimento, rendendo visibile l'energia di un gesto o la profondità di un'emozione con pochissimi tratti.
Dall'ironia di Fizo al mistero del "Punto Nero": le opere chiave
La produzione di Taher (oltre 90 libri illustrati) è un invito al viaggio che non si può esaurire nelle poche righe di un blog. Ecco alcuni tesori:
La serie di Fizo: Ispirata alla sua esperienza di padre, racconta le avventure di un bambino dispettoso e tenerissimo. Attraverso colori audaci, Taher cattura l'umorismo autentico dell'infanzia. La sua prima produzione sia come artista che scrittore.
Il Punto Nero (Nuqta Sawda): Vincitore dell'Etisalat Award nel 2011, questo albo affronta con straordinaria delicatezza come gestire i "problemi apparentemente insormontabili", trasformando un ostacolo visivo in un'occasione di riflessione collettiva¹.
Lo Scrittore (al-Katib): Scritto da Nabiha Muhaydli, vede Taher nel ruolo di illustratore. Come nasce una storia? La risposta non risiede mai in un semplice meccanismo narrativo, ma in un atto di profonda mediazione culturale e spirituale che, nel suggestivo albo al-Katib (Lo scrittore), viene descritto come una ricerca inquieta dove l'autore insegue i propri personaggi fino a perdersi.
Les Danseurs: in questo albo bilingue edito da Le Port a jauni, Taher sperimenta soluzioni visive inedite, come le calligrafie a "grappolo d'uva" (grappe bunch). Qui non disegna una persona che danza, ma prova a disegnare "la danza stessa" o, come dice lui, "il grido stesso" anziché chi grida, rifiutando ogni stereotipo orientalizzante.
La filosofia di un artista: "Quando scrivo, considero tutti bambini"
L'approccio di Taher abbatte i muri tra le generazioni. In una toccante conversazione con la studiosa Yasmine Motawy, ha dichiarato:
"Quando scrivo, considero tutti dei bambini; parlo al bambino che è dentro ogni persona a cui mi rivolgo, quindi il lettore in età infantile non è mai il mio unico destinatario."
Per Taher, l'arte è una forma di "disciplina nell'abbandono". Come un violinista al circo che deve imparare il trapezio prima di poter suonare in cima a una piramide umana, l'artista deve padroneggiare la tecnica per poi dimenticarla e ritrovare quello stato di "danza libera" tipico dell'infanzia, dove il sentire interiore e l'espressione fisica tornano a coincidere.
Un ponte verso i classici: l'incontro con Salah Jahin
Scoprire Taher significa anche riscoprire Salah Jahin (1930-1986), leggendario poeta e caricaturista egiziano. Taher ha interpretato visivamente le celebri "Ruba'iyat" (quartine) di Jahin per la casa editrice francese Le Port a jauni.
Queste poesie, scritte in dialetto egiziano, si concludono tutte con l'esclamazione "aʿgabī" (che potremmo tradurre come "che strano" o "che bizzarro"), un termine che invita al senso del meraviglioso. Attraverso quattro volumi dedicati all'infanzia, agli animali, alla città e alla primavera, Taher ha creato un ponte bilingue arabo-francese che permette a questi versi storici di vibrare di una luce contemporanea e universale.
Grazie all'impegno di editori come Le Port a jauni in Francia e Edition Orient in Germania, alcuni dei testi citati in versione bilingue oltrepassano le barriere linguistiche.
Oltre i confini delle pagine
Walid Taher ci insegna che un libro può essere, insieme, gesto d’avanguardia e carezza silenziosa. Le sue storie spalancano finestre su un immaginario vibrante, dove l’infanzia non è mai addomesticata ma libera, inquieta, profondamente viva.
Ridurre il suo lavoro al solo contesto egiziano sarebbe però limitante. Pur essendo profondamente radicato a Cairo, Taher ha anche collaborato con numerose case editrici in tutto il mondo arabo, contribuendo in modo decisivo alla trasformazione del linguaggio visivo della letteratura per l’infanzia. La sua opera attraversa confini geografici e culturali, dialogando con lettori di Paesi diversi e partecipando alla costruzione di un immaginario condiviso, ma plurale.
Seguendo il suggerimento evocativo di Voyage sans bagage, siamo invitati a viaggiare leggeri: non solo oltre le pagine, ma oltre le barriere linguistiche e i pregiudizi educativi.
Verso il 13 aprile 2026
La presenza di Walid Taher nella shortlist dell'Andersen Award è la conferma della vitalità della letteratura araba contemporanea. Con oltre 90 libri illustrati e 30 scritti di suo pugno, Taher ha dimostrato che l'illustrazione non è decorazione, ma pensiero politico e poetico in forma di linea.
Segnate questa data sui vostri calendari: i vincitori saranno annunciati il 13 aprile 2026, durante la suggestiva cornice della Bologna Children’s Book Fair. Ma, al di là delle medaglie d'oro, resta la sua provocazione più profonda: se l'arte nasce davvero dal mondo dell'infanzia, quanto stiamo perdendo come adulti smettendo di "danzare" con l'immaginazione? Riscoprire Taher significa forse ritrovare quella "innocenza perduta" necessaria per guardare il mondo e, con un sorriso divertito, esclamare ancora: aʿgabī. (Che curiosa la vita! )
¹Di cui parla diffusamente Mathilde Chévre nel suo saggio: Il pulcino non è un cane. L’editoria araba per l’infanzia come specchio della società, trad. italiana di E. Battista e M. Decente, Astarte Edizioni, 2023.
La studiosa dedica alle opere di Walid Taher un ampio spazio, ricostruendone la poetica e mettendo in luce la portata innovativa del suo lavoro nel ridefinire l’immaginario e il ruolo del giovane lettore.

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