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Il Piccolo Principe in dialetto egiziano: ce lo racconta il traduttore Hector Fahmy

Chi di noi non ricorda di un aviatore che, dopo un guasto al suo aeroplano, si ritrova nel deserto del Sahara e viene svegliato dalla voce di un bambino che gli chiede di disegnare la sua pecora? È così che il lettore incontra per la prima volta Il Piccolo Principe, uno dei personaggi letterari più famosi del mondo. Il libro, scritto dal francese Antoine De Saint-Exupéry nel 1943, è stato tradotto in più di 300 lingue e dialetti, ed è rimasto e continua a rimanere nei cuori di grandi e piccini.

Nel mondo arabo si trovano tantissime traduzioni de Il Piccolo Principe, alcune risalenti anche agli anni sessanta. Tutte queste edizioni hanno in comune il fatto di essere state tradotte in arabo classico. Per chi è a conoscenza della peculiarità linguistica dei paesi arabi sa che esiste un importante dibattito tra chi ritiene l’arabo classico la vera lingua da utilizzare in contesti “formali”, e chi invece crede che il dialetto, lingua madre per la maggior parte degli arabi, debba andare a sostituire l’arabo classico. In questo dibattito si è inserito Hector Fahmy, colui che per la prima volta ha tradotto Il Piccolo Principe dal francese al dialetto egiziano. Questa è sicuramente una novità nel campo letterario arabo, la quale ha suscitato non poche polemiche sui social, soprattutto per il fatto che molte persone ritengono che la letteratura per ragazzi debba essere scritta in arabo classico perché ha un intento pedagogico. Per approfondire l’argomento, abbiamo intervistato direttamente il traduttore chiedendogli come è nato questo progetto.

“Questo progetto non è stato proprio pianificato. Il Piccolo Principe è mio amico a partire dall’infanzia, e da quel momento questo libro mi accompagna nella mia vita. Purtroppo, però, ho notato che molte persone, e soprattutto i bambini in Egitto non lo conoscono, e me ne sono rammaricato sapendo che il libro è stato tradotto in arabo almeno sei volte. Questa presa di coscienza mi ha dato la spinta ad intraprendere questo progetto: tradurre Il Piccolo Principe in dialetto egiziano”.

Approfondendo un attimo la questione linguistica, cerchiamo di capire meglio il perché secondo Fahmy molte persone in Egitto non hanno mai letto quest’opera, e se questo può essere stato causato dall’uso dell’arabo classico.

“Effettivamente l’arabo classico è una barriera alla lettura, soprattutto per i giovani perché non è la loro lingua madre. È anche una barriera per gli adulti che non l’hanno amato ai tempi della scuola o per quelli che non lo padroneggiano, o semplicemente per quelli che preferirebbero leggere nella loro lingua madre. A mio avviso la soluzione è semplice, bisogna dare ai giovani e agli adulti l’opportunità di leggere più libri scritti nella loro lingua madre per invogliarli più facilmente alla lettura"

Tuttavia, tradurre qualsiasi testo in un dialetto pone non pochi problemi per quanto riguarda il registro linguistico e stilistico, dato che i dialetti vengono impiegati maggiormente in contesti colloquiali, e non ci sono norme di scrittura standardizzate, anche se per l'egiziano si è cercato negli anni di trovare delle regole comuni. Fahmy ci ha spiegato che per la traduzione ha utilizzato "Lo stesso registro linguistico che uso quotidianamente con i miei figli. Allo stesso tempo, però, sapevo che questo libro non è un semplice libro per bambini, ma un libro per tutte le età, quindi ho cercato di trovare delle parole semplici ma mai banali".

Hector Fahmy ci lascia con un augurio, che è anche ciò che lo ha spinto ad intraprendere questo progetto: "Spero proprio che la mia traduzione dia sia ai bambini che agli adulti l'opportunità di conoscere quest'opera e, allo stesso tempo, la voglia di leggere altri libri". 

A questo punto non possiamo che chiederci se il fine del traduttore sarà raggiunto e più in generale come verrà letto Il Piccolo Principe in Egitto. Qui si apre il classico dibattito su che cosa si intenda con il termine “letteratura per l’infanzia”: basta che un libro abbia come protagonista un bambino e che sia pieno di disegni per dichiararlo appartenente a questo genere letterario? Il Piccolo Principe è molto di più, è un racconto che dà dei chiari e profondi messaggi filosofici sulla vita che sono difficili da cogliere per un bambino. Il dibattito rimane aperto. Non ci resta che valutare come il pubblico egiziano accoglierà questa nuova traduzione.  

 

 

Beatrice Morlacchi

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Commenti: 1
  • #1

    M.D.Llansana (mdllb@splenda.es) (martedì, 26 marzo 2019 19:01)

    I looking for the little prince in egipcio language.
    Would you inform me the method to buy it, please??
    Thank you, best regards,
    M D Llansana (Spain)