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Point Zéro: il deserto come metafora.

"Questo libro non è fatto per dare delle risposte. Non ho niente da dire. Ricerco. E questo libro sarà legato alla mia ricerca, nella maniera più onesta possibile. Che questo libro possa completarsi, senza concessioni" - Point Zéro, pag 122

 

Il deserto, l’esistenza, le paure: sono questi alcuni dei pilastri portanti della graphic novel Point Zéro, il cui valore artistico era stato già riconosciuto nel 2017 e nel 2018 dal premio Khalil Award e dal CairoComix

La casa editrice Alifbata ha raccolto la sfida di pubblicare questa graphic novel e renderla fruibile in francese, dandola alle stampe nel gennaio di quest'anno. Da poco, poi, si è aggiunta la versione in arabo standard, pubblicata dalla casa editrice tunisina Soubia.

 

A firmare quest’opera sono gli artisti Abir Gasmi e Kamal Zakour: la prima si è occupata dello scenario della graphic novel, il secondo del disegno.

 

Vi troviamo un uomo che percorre il deserto: è convinto che i grilli neri siano la causa di una imminente fine del mondo. La ricerca diventa morbosa: è suo compito cercare e fermare questa catastrofe.

Di notte, lo spirito del deserto Imashek gli fa visita e con lui l'uomo si confida, ricorda, riflette. E' proprio Imshak a chiedergli di desistere nella sua ricerca, a cercare di convincerlo che l'esistenza, in tutte le cose, ha un inizio ed una fine.

E' in questo contesto che il lettore diventa spettatore e testimone dell'annullamento del confine tra realtà e fantasia, tra magico e reale.

La graphic novel ci appare, allora, come un percorso di conoscenza e non meno un processo di guarigione: al lettore dire se l'obiettivo finale siano l’ego, le paure, le limitazioni del proprio io. Tra immagini simboliche che si legano indissolubilmente al deserto, ci appare la liberazione del protagonista: tra le rocce e la sabbia del deserto la vita riprende. In queste pagine finali, ci sembra, il disegno di Kamel raggiunga l'apice: la vastità del deserto diventa la vastità dell'animo umano, la morte diventa vita, il singolo momento diventa eternità. Che sia possibile rappresentare il silenzio assordante del deserto, ce lo mostra l'ultima sequenza del fumetto.

E, in effetti, il deserto è protagonista nella graphic novel tanto quanto l'uomo: non è solo il luogo della narrazione, ma sembra quasi un essere vivente, dotato di una sua anima, legata a doppio filo a quella dello spirito Imashek e a quella del protagonista. 

Come spesso accade nei libri di Alifbata, la narrazione non finisce con le pagine della graphic novel. Al contrario : il lettore è invitato a considerare il lavoro degli autori ed a considerare la ricerca dietro alla scrittura. Ecco perché ci vengono proposte due foto del padre di Kamal, protagonista di questa graphic novel, ma anche alcuni estratti del diario di scrittura degli autori. 

Di recente Point Zéro è stato uno dei protagonisti dell'incontro "La traduzione tra le sponde del Mediterraneo": la co-edizione Alifbata-Soubia e un efficace e riuscita collaborazione sostenuta dall' Institut Français per il progetto "Livres des 2 rives". 

 

Approfittando della Fiera del Libro di Bruxelles, abbiamo raggiunto Abir Gasmi per parlare di questa pubblicazione.

 

Partiamo dall'origine: qual è la storia di questa graphic novel?

Siamo partiti dalla storia personale di Kamal: suo padre effettivamente è stato, tra il 1963 e il 1998, un ricercatore nel deserto che a lungo ha studiato e fatto ricerca per provare a limitare i danni delle locuste. Ho sviluppato una storia, all'inizio anche in maniera disorganica. Le prime due stesure le ho fatte in francese e in arabo

Ci siamo ritrovati con Kamal nel momento del taglio delle scene e per scegliere la linea narrativa finale della graphic novel.

 

L'arabo scelto è quello standard ? E' stato così fin dalla prima stesura?

E' esatto. Della prima stesura ne ho fatta una in francese ed una in arabo. 

La scelta di pubblicare in arabo standard con Soubia non deriva tanto dalla possibilità di renderlo fruibile a più persone, ma è la storia stessa che domandava l'uso di quel registro dell’arabo. I temi, la storia, i personaggi: l'arabo classico era l'unica scelta percorribile.

 

E il francese scelto?

La versione francese pubblicata è ancora diversa dalla prima che ho messo su carta. Abbiamo lavorato molto sulla lingua e la direttrice di Alifbata, Simona Gabrieli, mi ha fatto notare che alcune delle espressioni che avevo usato non necessariamente funzionavano. Abbiamo comunque scelto un registro abbastanza alto. 

 

Abbiamo trovato molto interessante la scelta dei colori. Ci parleresti di questa scelta?

Effettivamente nella graphic novel la realtà è in bianco e nero mentre il passato, i sogni sono a colori. Questa dualità percorre come un filo sottile tutta la storia e si concretizza in altre dicotomie: ad esempio il giorno e la notte. Il giorno appare nella graphic novel il tempo dell'azione e della fattualità. La notte e il tempo dell'introspezione, il momento della giornata in cui Imshak visita il protagonista.

 

Quale riscontro avete avuto dal pubblico della versione francese ed araba?

E' stato molto diverso se compariamo la Francia e la Tunisia. In Francia abbiamo avuto un buon riscontro di pubblico con eventi, presentazioni e molte persone interessate. La versione araba è uscita da poco e non essendoci un'infrastruttura che possa sostenere la distribuzione dei libri, la risposta è stata tarda e non del tutto chiara.  Vedremo nei prossimi mesi. 

 

 

Ringraziando Alifbata e Abir Gasmi per la loro disponibilità, vi ricordiamo che Point Zéro è disponibile sul sito di Arabook nelle due versioni: quella francese di Alifbata e quella araba di Soubia.

 

Questo articolo, nella sua versione inglese, sarà presto disponibile anche sul sito di Arablit.

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