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Semplicità, immaginazione, e onestà: Conversazione con Esraa Hedery

Nelle scorse settimane, abbiamo parlato del libro di Qais Hinti “أنا” o “Who am I?” (Dar al-Salwa, 2025) premiato al Bologna Children's Book Fair 2026 nella categoria Non-fiction per le illustrazioni dell’artista egiziana Esraa Hedery.

Come abbiamo già sottolineato nell’articolo “Illustrare per immaginare”, Hedery è la prima illustratrice araba ad ottenere questo premio e la sua vittoria è al contempo un riconoscimento per il suo percorso artistico personale e per l’editoria araba d’infanzia in generale. 

 

La carriera di Hedery vanta un decennio di successi, premi e riconoscimenti nel mondo arabo, ma come è diventata illustratrice di libri per bambine e bambini riconosciuta ormai a livello internazionale? Ispirate dalle sue sognanti illustrazioni, abbiamo deciso di intervistare Hedery e chiederle di raccontare al pubblico italiano  un po’ di sé: della sua poetica e della sua storia come artista, di cosa ha significato per lei vincere questo premio, cosa dalla sua infanzia porta nei suoi lavori e molto altro! 

Il mio percorso nell' illustrazione di libri per bambini è iniziato quasi per puro caso. Condividevo i miei disegni sui social e un giorno una scrittrice mi ha contattata chiedendomi di illustrare un suo libro. Ho accettato, pur non essendo sicura. Ho lavorato al primo libro e poco dopo è tornata chiedendomi di illustrarne un secondo, e poi un terzo. È così che è iniziato tutto

 

Seppur inizialmente esitante di operare in un ambito che nel mondo arabo non gode di una consolidata tradizione editoriale, quando poi ha cominciato a sviluppare una sua personale poetica e a significare artisticamente e simbolicamente i suoi disegni, ha aggiunto:  

 

Me ne sono innamorata. Ero attratta dalla libertà, dalla filosofia e dall’equilibrio unico [dell’illustrazione di libri per l’infanzia]: semplice e al contempo complessa, giocosa e profonda, coraggiosa e sensibile. È uno spazio che permette all’immaginazione di esistere senza limiti.  

 

Citando la famosa frase di Pablo Picasso “Ogni bambino è un artista. Il problema è come continuare ad essere artisti una volta che cresciamo”, ha precisato: 

Ciò che amo dei libri per bambini è che preservano l'artista che è in ognuno di noi. Per natura, i bambini sono liberi, creativi e senza paura, ma crescendo, le restrizioni iniziano a plasmarci e quella parte artistica può diventare fragile. 

 

Per Hedery, le illustrazioni creano uno spazio per continuare a immaginare liberamente. Il ruolo dell’artista si interpone tra la scrittura e la lettura, completandole in maniera fantasiosa

Il suo lavoro artistico per “أنا” (Dar al-Salwa, 2025) risulta così particolarmente suggestivo. Pur potendo apparire come un libro per bambini, non si rivolge esclusivamente a loro, ma parla a lettori di tutte le età e Hedery lo ha commentato così: 

 

Ciò che rende speciale questo libro è che non cerca di insegnare o di fornire risposte dirette. Piuttosto, crea uno spazio di quiete in cui il lettore può fermarsi e riflettere. […] Pochissimi libri ci invitano a fermarci, a volgerci verso l'interno e semplicemente a stare con noi stessi.

Questo libro incoraggia il lettore a incontrare il proprio io interiore e […], anche quando suggerisce qualcosa, lo fa in modo aperto e fantasioso. 

 

 

Ogni immagine è diventata per l’artista egiziana una vera e propria risposta personale alle domande poste dal libro: Come mi chiamo?, Che lingue parlo?, Di cosa ho paura? 

 

Uno dei momenti più significativi per me è stato lavorare sul tema della paura. [...] È stata una domanda che mi ha accompagnata a lungo e che ha continuato a evolversi. Infatti, molte delle mie risposte sono cambiate nel tempo. Ciò che per me significava la felicità in un dato momento poteva assumere un significato completamente diverso in seguito. Questo ha reso il processo molto personale e in continua evoluzione.

 

 

 

 

 

L’immagine a cui più Hedery si sente più affezionata è infatti proprio questa :

 

La scena raffigura una bambina che entra in una sorta di macchina piena di dettagli, ricordi ed elementi della vita: televisione, persone, stelle, cielo, fiori e momenti di riflessione. Mentre la attraversa, si trasforma e, quando ne esce, non è più la stessa. Appare più grande, cambiata e in qualche modo più consapevole. Ho sentito che questa immagine riflettesse il mio percorso personale e, in un certo senso, quello di tutti noi. Attraversiamo la vita portando con noi esperienze, ricordi e domande che plasmano ciò che diventiamo.

 

Questa immagine riflette anche il processo che dall’infanzia la accompagna tutt’oggi nella sua poetica e nella sua evoluzione artistica. 

Una delle mie attività preferite da bambina era il collage. [...] Ripensandoci, credo che questo modo giocoso di vedere e ricostruire le immagini abbia plasmato il mio pensiero visivo. Non posso dire che il mio stile sia stato influenzato da un libro o un artista in particolare. Piuttosto, sono stata plasmata da tutto ciò che ho visto nel tempo, soprattutto grazie all'apertura dei social media, che mi hanno permesso di scoprire artisti di tutto il mondo. [...] 

 

Hedery ha sottolineato come il linguaggio visivo dei libri per l’infanzia e l’adolescenza è universale e attraversa i confini intergenerazionali, oltre che quelli geografici e stilistici. 

Diventa molto difficile, e forse persino innaturale, limitarsi a uno stile fisso o isolato. In un certo senso, questa apertura si allinea con l'essenza stessa dell'illustrazione per bambini, che è radicata nella libertà, nella semplicità e nella  curiosità.

Infatti, Hedery ha commentato così il riconoscimento internazionale assegnatole dalla giuria del BCFB: 

 

 [La BCBF] occupa un posto davvero speciale nel mondo dell'editoria per l'infanzia. [...] Far parte di un lavoro di tale livello è sempre sembrato un sogno lontano per molti di noi nel mondo arabo. […] A questo riconoscimento si accompagna un forte senso di responsabilità.

 

In conclusione alla nostra conversazione, Hedery descrive così il suo stile: 

Dettagliato, giocoso e ricco di motivi decorativi.

 

Tra una bambina che si trasforma attraverso una macchina fatta di stelle, fiori e ricordi, tra galassie e cieli colorati, tra curiosi animali, piante e bizzarre figure di tutte le età, Hedery  schiude le porte a una dimensione delicata, sincera, libera e fantasiosa, che non manca mai di aver cura dell’introspezione.

Illustrare diventa così una continua ricerca di spazi dove immaginare liberamente, concedendosi di sognare e pensare in maniera creativa.

Il mondo libero, sincero e sempre curioso di Esraa Hedery è fatto di possibilità e sogni che aspettano solo di essere realizzati - e illustrati! 


 

Intervista di Giulia Garau

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